Pinneggiando nei mari italiani

Pinneggiando nei mari italiani – Atlante della flora e della fauna (Hoepli, 2018) di Marco Bertolino e Maria Paola Ferranti

I mari che bagnano la costa italiana, per comodità di studio e grazie ai viventi non umani che li abitano, sono stati divisi dai ricercatori in settori biogeografici ideali. In pratica, per i biologi marini le nostre acque sono delimitate da linee immaginarie.
Avanzata già nel 2004, e attualmente ancora in vigore con le dovute rettifiche, tale proposta tiene conto delle distribuzioni faunistiche e floristiche del litorale italiano e del tentativo di identificare delle barriere biogeografiche – fisiche, idrologiche e fisiologiche; le quali sono pur sempre labili, e possono fluttuare in funzione dei cambiamenti ambientali.
Tali linee di demarcazione identificano in totale nove settori, spazialmente divisi come di seguito: tre settori compongono rispettivamente i mari Adriatico e Tirreno; un unico grande settore è rappresentato dalla porzione di mare che bagna la costa orientale della Sicilia, le coste ioniche calabresi e la porzione meridionale della penisola salentina, mentre un altro grande blocco di mare è dato dall’estremità sudorientale della Sicilia (comprese le isole Pelagie e l’arcipelago maltese). Caso a parte rappresenta lo Stretto di Messina: viene considerato come un vero e proprio microsettore a sé stante, ricco di relitti atlantici risalenti a 5 milioni di anni fa (Pliocene).

Ma quali sono gli elementi che permettono tale suddivisione? Quali sono i viventi che caratterizzano un distretto rispetto ad un altro? O più semplicemente: quali sono le specie che caratterizzano le acque del Mediterraneo?

A queste domande tenta di rispondere Pinneggiando nei mari italiani, edito da Hoepli (2018) e scritto a quattro mani da Marco Bertolino e Maria Paola Ferranti: un atlante sulla flora e sulla fauna del Mediterraneo che mancava da tempo nel panorama editoriale italiano.

Dalla quarta di copertina apprendiamo che l’obiettivo del libro, “frutto di anni di studio e della passione degli autori per il mondo marino”, è “di mettere in risalto la complessa biodiversità dei mari italiani e di farne conoscere le meraviglie”. Fra tutte, la meraviglia delle meraviglie è rappresentata dal coralligeno, a cui gli autori dedicano un’ampia parte nell’introduzione: una biocostruzione composta da alghe rosse delle famiglie Corallinaceae e Peyssonneliaceae che nell’arco di migliaia di anni – otto mila per le formazioni mediterranee – hanno dato origine a delle vere e proprie opere architettoniche sottomarine in una fascia compresa tra i 25 e i 200 metri di profondità. Per gli organismi marini, il coralligeno rappresenta quella che gli ecologi chiamano “biocenosi” – l’insieme di specie diverse che vivono, convivono e interagisono in uno stesso spazio: costituisce infatti un habitat ad elevata biodiversità, di cui ancora non si hanno certezze sulle stime effettive delle specie che ne fanno parte.

Oltre al coralligeno, Pinneggiando riporta in totale altre 655 meraviglie tra vegetali e animali – ma attenzione, non rappresentano la totalità, molto è ancora da scoprire: dalle alghe ai mammiferi, passando per le fanerogame, i numerosi molluschi e i meno conosciuti platelminti. Tutti rigorosamente di ambiente marino. Ad ogni gruppo tassonomico descritto – che sia una specie, un genere o una famiglia, è affiancata un’iconografia che ne richiama lo stato di conservazione, la pericolosità – se reale – per l’uomo e lo stato alloctono per le specie aliene.  Foto e inquadramento sistematico completano poi le informazioni. Ogni capitolo è suddiviso in una parte introduttiva, in cui i Phyla vengono descritti a partire dalla loro anatomia, e in una sequenza di schede per ogni specie. A sua volta ogni scheda è strutturata in descrizione, habitat, distribuzione e note legislative. Ma la vera chicca è la presenza del nome comune (se esistente) accanto al binomio latino delle specie: “riccio maschio” e “riccio femmina”, tanto per fare un esempio, sono due nomi comuni ma di due specie diverse: Arbacia lixula è il “riccio maschio”, mentre Paracentrotus lividus è il “riccio femmina”.

Ad onor del vero, Pinneggiando, prima di nascere su carta, nasce su dispositivi informatici: nasce infatti da un’applicazione per smartphone. L’App, da utilizzare rigorosamente in una giornata afosa e in spiaggia, mostra, se si punta il proprio dispositivo verso il mare, gli organismi presenti nel tratto di interesse. Per rendere l’applicazione divertente e interattiva sono presenti anche altre due le sezioni, denominate “Giochi” ed “Esperto online”. Quest’ultima è stata pensata per contattare direttamente gli autori e/o altri specialisti – di cui il testo si è avvalso – nei differenti Phyla e ricevere, al contempo, informazioni sulle specie avvistate. Un do ut des che prende il nome di “citizen science”: la scienza per i cittadini, e i cittadini per la scienza. Ma di nuova generazione.

Cosa spinge due biologi a scrivere un’opera di tale portata, che potremmo definire, senza troppo titubare, erculea? “Considerando che la sistematica è in continua revisione, a oggi mancava nelle librerie una guida aggiornata; inoltre si trovano per lo più guide specifiche a una ristretta area geografica o esclusivamente fotografiche. La novità del nostro atlante è offrire una visione globale della penisola e usare un approccio didattico che unisca alle immagini la zoologia, come si può evincere dalle numerose descrizioni e illustrazioni anatomiche”, raccontano a OggiScienza i due ricercatori.

Tale idea, continuano i due autori, nasce proprio “pinneggiando”: spesso, chi nuota, si accorge solo di ciò a cui è interessato, tralasciando altri organismi. Un esempio? Invidiamo tanto le barriere coralline dei mari tropicali, non considerando che anche il Mare Nostrum ne ospita: il coralligeno succitato. Ma chi nuota il più delle volte non se ne rende conto.

Pinneggiando è il giusto compromesso tra un click e una pagina, tra un social e un libro, tra una spiaggia e una biblioteca: è una mossa in controtendenza in un momento storico in cui la carta sembra essere relegata a scenari antichi. Con un tocco di colore (e di scienza) che non guasta.

Maria Paola & Marco

Breve nota biografica degli autori: Marco Bertolino e Maria Paola Ferranti sono biologi marini, subacquei e appassionati di fotografia in immersione. Bertolino si occupa di tassonomia ed ecologia dei poriferi; Ferranti si occupa di tecniche di riproduzione degli invertebrati marini per il ripopolamento e l’allevamento.

Ideatori del “Corso di Biologia Marina, immersioni virtuali e… ”,  in collaborazione con l’associazione Reef Check Italia onlus e il Diving Mondo Fondo di Genova, portano avanti sia progetti di ricerca con l’Università degli Studi di Genova e con l’Università Politecnica delle Marche, sia lavori nel campo della divulgazione scientifica, al di fuori dell’ambito universitario.