Perchè devo pagare quando…?!

Da una recente pubblicazione scientifica si legge che sono state “ascoltate” delle radiazioni cosmiche databili tra 5,5 miliardi e i 10 miliardi di anni grazie ad un radiotelescopio australiano. E come di consueto spopola il tormentone sui social network sulle forme di vita extraterrestri. Vorrei puntualizzare alcune cose riguardo l’argomento.

1. Emissioni radio nell’universo sono sempre esistite, sempre esisteranno e sono l’origine di tutto. Capire da dove provengano non significa che siano state mandate da un essere. Tutto emana radiazioni, basta che ci siano particelle in giro in enormi quantità, magari ammassate a formare un buco nero o stelle (toh, che caso: le radiazioni sono emanate da stelle… quindi nel cielo è possibile che ci siano stelle?!).

2. La pubblicazione a cui fa riferimento la notizia, non parla di vita extraterrestre, ma fa riferimento alla natura delle radiazioni, e si prefissa di capirne l’origine e le modalità di propagazione (per inferenza indiretta si potrebbero puntualizzare molte cose, sull’origine dell’universo, per esempio, o su come sia stato l’universo miliardi di anni fa. L’universo è enorme, infinito, e scoperte del genere hanno dello straordinario perchè la componente culo ha graziato il ricevitore). In questo caso, l’evento straordinario è la frequenza con cui queste radiazioni si sono manifestate. Da Le Scienze si legge infatti che

Viene così risolto almeno in parte un piccolo mistero che ha impegnato per anni astronomi e astrofisici di tutto il mondo. “Sei anni fa era stato rilevato un solo burst (lampo, n.d.a.) di emissione radio di origine ignota al di fuori della nostra galassia, e nessuno era riuscito a chiarire se fosse un fenomeno reale”, spiega Tornton. “Per questo motivo abbiamo impiegato gli ultimi quattro anni a cercare qualche indizio in più su questi burst radio di breve durata”.

3. “Riaccendere il sogno contatto”, in questi casi è un’espressione fallace, priva di significato e millantatrice (trovare delle radiazioni non è un evento fantastico, e radiazioni cosmiche non significano vita extraterrestre).

4. Sempre su Facebook, si faceva riferimento ad alcuni scrittori di fantascienza, designati come precursori e “nostradamus” dello spazio e delle possibili forme di vita che esso può (o non può) contenere. La fantascienza è definita tale proprio perchè chi la fa si diverte, e nulla di ciò è reale. Si basa su fatti reali, sulle paure, sui problemi e sugli inconvenienti scientifici di un dato periodo storico, ma ciò non significa che ciò sia realtà (purtroppo, a quanto ne so, molti credono che Sherlock Holmes sia esistito davvero. Non mi stupisco poi tanto.). Se, in casi sporadici, gli scrittori di questo genere azzeccano le forme di determinate tecnologie, i processi o gli avvenimenti di un dato fenomeno, è solo sintomo di intelligenza, lungimiranza, di studio, e di salda conoscenza (per esempio: avete presente i giornali di Harry Potter, quelli in cui le immagini si muovono? Bene: sappiate che ci sono tanti progetti in cantiere per cercare di realizzarli. Se poi a questo aggiungete che siamo in possesso di lettori di ebook che fanno “muovere” le pagine, penso che non sia complicato realizzare quel giornale. È solo questione di tempo: ultimamente le scienze applicate fanno delle tecnologie fantascienza!)

5. Quando girano notizie del genere, controllate la notizia su testate adatte e molto più affidabili, come Le Scienze o Galileo.net

6. Date le scarse conoscenze che abbiamo, io mi preoccuperei di più della terra, e se resta tempo di tutto il resto. (Che poi, ora come ora, la domanda esistenziale più importante è: perché devo pagare quando prelevo?)

7. Se volete, potete dare un’occhiata ad alcuni post precedenti che trattano l’argomento: sulle radiazioni cosmiche et similia e sulle forme di vita.

note:

l’articolo di Le Scienze sui burst dal cosmo profondo lo trovate qui.

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Ufo, alieni, extraterrestri… what else?

“Vi prego, non mi mangiate! Ho moglie e figli, mangiate loro!”. Homer Simpson a due orribili extraterrestri sbavanti che lo hanno rapito

“Veniamo in pace. Sempre”. Con questo ambizioso proclamo Anna, leader del popolo dei Visitors, annuncia il pacifico arrivo degli alieni sulla Terra

Come Arthur ben sapeva, il tempo è il posto (se così lo si può chiamare) peggiore per perdersi; e lui ci si era perso un mucchio di volte: nel tempo e nello spazio. La vita, l’universo e il tutto- Douglas Adams

” I dischi volanti? La gente ha indiscutibilmente visto qualcosa”. Albert Einstein

” E’ mia opinione che i dischi volanti siano vere apparizioni materiali,
entità di natura sconosciuta proveniente probabilmente dagli spazi e che
erano già visibili, forse da lungo tempo, agli abitanti della Terra, ma che
per il resto non hanno rapporti di sorta col nostro mondo…” Professor Carl Gustav Jung (psicologo e psicoanalista).

Il succo della storia fin qui.
Al principio fu creato l’Universo. Questo fatto ha sconcertato non poche persone ed è stato considerato dai più come una cattiva mossa. Numerose razze sono convinte che l’universo sia stato creato da una specie di dio.
Gli Jatravartid di Viltvodle VI credono invece che il cosmo sia nato da uno starnuto di un essere chiamato il Grande Ciaparche Verde. Gli Jatravartid, che vivono nel costante timore del giorno in cui ci sarà l’Avvento del Grande Fazzoletto da Naso Bianco, sono piccole creature azzurre fornite ciascuna di cinquanta braccia, ragion per cui sono stati gli unici, nella storia delle razze intelligenti, ad avere inventato il deodorante per le ascelle prima della ruota. Ristorante al termine dell’universo- Douglas Adams

Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell’estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c’è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro–verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un’ottima invenzione. Guida galattica per autostoppisti- Douglas Adams

Ancora non ho capito se me la cerco o se sono io ad attirare articoli che mi lasciano perplesso. Tuttavia mi è capitato tra le mani questa pagina, e già dalle prime righe ho capito che c’era qualcosa che non andava.  L’argomento mi stimola e mi porta a dire la mia: gli alieni e la vita extraterrestre. Tanti sono stati i dibattiti durante il corso della storia, e tante e diverse le opinioni tra autorevoli scienziati: da Margherita Hack a Stephen Hawking; da Carl Sagan a Richard Dawkins; da chi-più-ne-ha, a chi-più-ne-metta. Non molto tempo fa mi ero occupato “delle forme” aliene, prendendo l’argomento come pretesto per parlare di evoluzione. In questo post invece voglio toccare più da vicino gli alieni in senso largo et similia, concettualizzando per l’ennesima volta la veridicità di un articolo “scientifico”. Pronti? Iniziamo.

Nell’articolo succitato si dice che

[lo scienziato David Jacobs] si è trovato dinanzi ad una caratteristica comune a tutti coloro che affermavano di essere stati rapiti:  tutte queste persone si vergognano a raccontare la loro storia, anche e soprattutto perché ricordano questi rapimenti come “reali” e quindi difficilmente credibili. Ogni persona che ha subito un rapimento è stata poi rapita a più riprese durante l’arco della sua vita. Molte di queste persone, inoltre, hanno deciso di non rivelare la propria identità e, pur facendosi guardare in volto dallo scienziato, hanno preferito usare uno pseudonimo terrorizzati dalla possibilità che qualcuno conoscesse la loro storia.

Siamo davvero disposti a credere che uno scienziato prenda come pretesto della sua ricerca la vergogna dei rapiti? A mio avviso non è molto credibile. E come dire che un pesce è un pesce solo perché boccheggia: in pratica, analisi senza senso. Occam si sarebbe fatto due risate: in questo caso la risposta giusta non è quella più semplice. E poi: che senso ha nascondersi? Metterci la faccia non dovrebbe essere un pretesto per essere credibili?

Anche, e soprattutto, sulla dinamica del rapimento ci sono errori di fondo. Tutti questi eventi hanno lo scopo di ibridare la specie umana con quella aliena, al fine di conquistare di nascosto la terra. Ancora una volta, quando si parla di alieni, ritorna in auge lo scenario del telefilm Visitors. Ma perché?! Ai posteri l’ardua sentenza. Una cosa è sicura: se davvero dovessero esserci degli alieni, questi non sono dei biologi (almeno secondo le nostre conoscenze sulla vita). Infatti, per creare un ibrido, le due specie devono essere strettamente affini (biologicamente parlando)- cosa che non mi risulta- e fino ad ora, ammesso e non concesso che ci siano delle forme aliene con un’ecologia del genere, possiamo solo dimostrare che non ci sono chimere Homo sapiens-“Aliens unidendified”. Nel caso contrario, loro sarebbero gli dei della vita e dell’universo tutto. Sulla terra esistono degli ibridi, di cui l’emblema è il mulo: questo simpatico animale è un ibrido sterile a causa del suo corredo cromosomico dispari (63 cromosomi), e deriva dall’incrocio tra l’asino stallone con 31 coppie di cromosomi e la cavalla con 32 coppie di cromosomi (l’incrocio contrario, cioè tra il cavallo stallone e la femmina di asino, viene chiamato bardotto). Ibridi del genere o non arrivano alla maturità, cosa che non fa al caso del mulo, oppure sono sterili, nonostante riescano a campare abbastanza bene. La sterilità di questo animale, infatti, è dovuta al fatto che avendo un corredo cromosomico poliploide dispari (ossia maggiore di 2n coppie di cromosomi), alla meiosi (il momento in cui si formano i gameti, componenti fondamentali della riproduzione) non riesce ad appaiare i suoi cromosomi nella maniera giusta e non riesce a formare gameti “normali”. Come si evince, la matematica non è un’opinione ( e nemmeno la biologia!), e per esserci fecondazione sessuale come sostenuto dai rapiti, devono esserci coppie di cromosomi. A meno che non si parli di una biologia completamente diversa dalla nostra, cosa alquanto improbabile. È più credibile lo scenario di Carl Sagan (vedi dopo).

Io personalmente non capisco il perché di un ratto delle sabine interstellare: un alieno, distante anni luce, arriva sulla terra, preleva gameti maschili e femminili, torna al suo pianeta di origine, feconda le ladies aliene (ammesso che ce ne siano, vista la necessità di provare piacere altrove), per poi dare i piccoli alle donne sapiens per allevarli. Una mega orgia prima di arrivare sulla terra no? Una dogs sitter a pagamento no? E ancora: nell’articolo si parla di microchip. Perché un alieno mi dovrebbe trattare come un cane? Se ha la tecnologia adatta per percorre le profondità dello spazio-tempo, non dovrebbe avere bisogno di microchip per controllarmi: mi ha già “impiantato” una croce (leggasi come lo pseudo-bimbo-alieno), e credo sia inutile ulteriore lavoro. È più credibile lo scenario dell’ultimo capolavoro fantascientifico di Clark intitolato L’ultimo Teorema, dove una civiltà aliena, assoldata da altri alieni per tenere l’ordine (e non per conquistarla) sul “quartiere terra”, si da alla procreazione intraspecifica in modo tale da evitare l’estinzione della specie in vista di una battaglia.

Lo scienziato in questione-David Jacobs- si è già tirato addosso diverse critiche, e su Wikipedia c’è scritto:

Gli scettici fanno osservare che le teorie di Jacobs si basano solo sui racconti dei presunti rapiti e che l’ipnosi regressiva è oggetto di critiche nell’ambito della comunità scientifica. I metodi usati da Jacobs e da altri ricercatori sui rapimenti alieni sono stati criticati in particolare da Susan Clancy e Carl Sagan.

Clancy ha evidenziato i problemi associati con questo tipo di ricerche e ha ipotizzato che le spiegazioni del fenomeno dei presunti rapimenti si possano ricercare nella paralisi nel sonno e nella creazione di falsi ricordi quando l’ipnotista guida il paziente. Jacobs ha ribattuto che le spiegazioni della Clancy sono erronee perché in numerosi casi i rapiti erano svegli e coscienti e pertanto la paralisi del sonno non è un’ipotesi plausibile.

Se escludiamo la paralisi del sonno e/o i falsi ricordi, quanti casi di disturbi di personalità, schizofrenia e roba che colpisce la mente umana ci sono? Il grande matematico John Nash in pratica si è fatto una vita parallela a causa della sua malattia!

(se siete interessati potete consultare l’argomento paralisi nel sonno e falsi ricordi su Wikipedia, o in alternativa dare un’occhiata ad un articolo del C.I.C.A.P. qui)

Riguardo la critica rivolta da Sagan, sempre Wikipedia dice:

Sagan ha invece affermato che i resoconti dei presunti rapiti dagli alieni assomigliano ai racconti di possessioni da parte di demoni che venivano riferiti in passato. Egli pertanto ritiene che tali fenomeni si possano spiegare con falsi ricordi o allucinazioni. Sulla creazione degli ibridi umani-alieni, Sagan ha obiettato che anziché rapire centinaia di esseri umani uno per uno basterebbe rapirne pochi, prelevare i loro spermatozoi e ovuli, estrarne il DNA, analizzarlo e modificarlo a piacimento. Il modo di procedere dei presunti alieni descritto dai sedicenti rapiti, come l’uso di strumenti che si trovano oggi in un qualsiasi ospedale terrestre, rivelerebbe una grande arretratezza in biologia che sarebbe inconcepibile per una razza così avanzata da effettuare lunghi viaggi nel cosmo.

L’ uomo “manipola” il DNA, ma non è così evoluto come gli alieni da poter viaggiare nello spazio a piacimento. Indi per cui, Sagan batte Jacobs .

E per quanto riguarda i colleghi

Va rilevato che anche nell’ambiente ufologico non tutti condividono le tesi di Jacobs: mentre Budd Hopkins concorda sostanzialmente con lui, lo psicologo R. Leo Sprinkle, che ha studiato parecchi casi di presunti rapimenti alieni, ritiene invece che gli extraterrestri siano benevoli e le loro attività abbiano scopi positivi. Secondo Hilary Evans, questa diversità di opinioni dipenderebbe dalle diverse concezioni dei tre studiosi, che si rifletterebbero nel rapporto con i testimoni creando in essi suggestioni che farebbero venire fuori caratteristiche diverse dei presunti alieni.

Tutto sta nel rapportarsi al problema: ognuno ha un punto di vista diverso perché VUOLE avere un punto di vista diverso. Tuttavia, concorderete con me sul fatto che i vari messaggi “profetici” lasciateci dai “visitors” hanno tutti lo stesso pattern: la conquista, la pace, il bene, il male. Perché, come disse Sagan, nessuno chiede di risolvere l’ultimo teorema di Fermat? E perché nessuno chiede quanto è grande l’ universo, o come hanno fatto ad arrivare da noi? O se volete, perché nessuno fa domande, o riceve “messaggi”, al di fuori di quello che è un backgroud mentale e comportamentale prettamente umano? Anche Clark si occupa del problema, ma nel suo libro i suoi alieni sono solo curiosi riguardo la specie Homo sapiens, e si interrogano e interrogano i terrestri sul perché si preparano ad affrontare una guerra, atta alla distruzione dei propri simili.

Per carità di dio, che le onde elettromagnetiche possano influenzare l’attività celebrale dell’uomo, o in generale, possano influenzare delle cellule, non c’è dubbio. Ma da qui a dire che gli alieni sono collegati con le menti umane, ce ne vuole. Il “casco di Dio”, inventato da Michael Persinger, non è il modo in cui gli alieni- come ho sentito più volte- dovrebbero “comunicare” con noi, ma è la prova che le onde elettromagnetiche influenzano l’attività neurocerebrale, creando nei soggetti testati delle sensazioni mistiche, in casi limite con protagonisti gli alieni. Sotto la voce “il casco di Dio”, l’ Enciclopedia Treccani dice:

Gli esperimenti (1983) [in campo neuroscientifico, nda] fatti dal medico canadese Michael Persinger – che si presenta come un liberatore dalla mistificazione religiosa e che viene contestato da manifestazioni dei gruppi del fondamentalismo protestante, o evangelicali, inferociti – usano invece un approccio scientifico diverso: egli inventa e testa un casco capace di produrre disturbi magnetici durante i quali il lobo temporale farebbe ‘esperienza’ di un Dio finalmente smascherato come effetto elettrico.

Attraverso il casco, lo scienziato vuole dimostrare che le esperienze religiose, mistiche, o le apparizioni siano frutto di anomalie del campo magnetico terrestre, e non di eventi paranormali. Secondo quest’ottica si potrebbero riconsiderare dunque certi luoghi della terra, classificandoli come “speciali” a causa delle alterazioni elettromagnetiche. Ma, ed ecco un’altra piccola falla, la statistica gioca a sfavore di questo metodo, il quale non risulta attendibile. È più logico invece partire da un problema fisico dei soggetti “rapiti” per giustificare i rapimenti alieni.

Se ci fosse una connessione elettromagnetica, tutta la gente di un determinato posto dovrebbe essere protagonista di visite aliene, ma a quanto mi risulti, su sette miliardi di abitanti, casi del genere posso considerarsi sporadici. I casi che coinvolgono famiglie intere non sono da prendere in considerazione: e se fosse qualcosa di congenito che colpisce il cervello? O se meglio preferite, scomodate l’inconscio collettivo di Jung!

Riguardo gli UFO in generale l’inglese Evans si esprime in questo modo in una intervista trovata in rete:

Essenzialmente affermerei che possono essere un mito personale e l’effetto di una misinterpretazione, in proporzioni variabili. Alcune persone sono inclini a determinate fantasie in grado di “produrre” la visione di un UFO; tuttavia. il più delle volte, è uno stimolo ambiguo o anche reale, che, in determinati stati psicologici del testimone, può ingenerare l’impressione di trovarsi di fronte ad uno oggetto volante non identificato. Inoltre un ruolo importante è determinato dalle aspettative e dalle credenze personali.

Per quanto concerne la fantascienza, senza dubbio, le riviste americane degli anni Venti e Trenta hanno creato nella popolazione una specie di aspettativa verso possibili invasori spaziali che giungessero sulla Terra con le loro avveniristiche astronavi. Esse hanno dunque anticipato, in molte loro componenti e descrizioni, alcuni resoconti di recenti avvistamenti UFO. Prendiamo ad esempio i casi di abductions (leggasi rapimento alieno, nda): la maggior parte di essi arrivano dall’America! Infatti gli americani sono disposti a credere maggiormente alla possibilità dei rapimenti UFO rispetto agli europei. Un determinato ambiente culturale favorisce dunque in modo più incisivo la diffusione di taluni tipi di idee. L’educazione e l’esperienza di base forniscono delle tematiche che condizionano la nostra visione della realtà; e ciò è stato dimostrato anche dall’antropologo Bertrand Méheust.

Inoltre anche i rapimenti alieni hanno avuto degli antesignani storici: molte descrizioni fisiche sono da ricondursi indubbiamente a racconti e novelle di fantascienza. E qui ci sarebbe da chiedersi: da dove, però, i creatori di queste storie hanno attinto simili immagini? Molto probabilmente, io penso, da molti tipi di elementi, a loro volta evinti da molte e differenti fonti diverse, probabilmente dalla ricca immaginazione collettiva inconscia e dai prodotti folcloristici e mitici della umanità…

Ed ora arriviamo al pezzo forte: il “segnale WoW!”. Nell’articolo da cui è nata l’ispirazione al post si dice che:

Nel 1977 un telescopio registra la più grande trasmissione radio della storia. A ricevere c’è Jerry Ehrman, Astronomer, che ha l’hobby di andare a cercare la prova della vita extraterrestre nello spazio. Sono le 22:16 del 15 Agosto 1977 ed il telescopio si mette in azione per 72 secondi ricevendo un messaggio radio con codice alfanumerico che potrebbe cambiare il mondo. Il messaggio non è composto con i numeri 1 e 2, bensì  6EQG5: un segnale in crescita. Sono così stati analizzate fonti radio terrestri, ma nessuno corrispondeva. I numeri sono stati poi associati ai suoni e si è visto che componevano la parola WOW. Il segnale fu quindi chiamato “segnale WOW” ed è un segnale a banda stretta, si tratta di un suono concentrato in un canale che può quindi attraversare grandi distanze. L’astronomo ha affermato che questo segnale proveniva dalla nostra stessa galassia e precisamente dalla costellazione del sagittario.

Per qualcuno questa prova non è la prova della vita extraterrestre in quanto l’inquinamento radio potrebbe aver influenzato i segnali recepiti dal telescopio. Il segnale potrebbe quindi essere stato inviato da un satellite che, in quel momento, potrebbe essere passato proprio sopra il telescopio. Gli scienziati però hanno indagato ed hanno analizzato riscontrando che in quel momento non era passato nulla sopra la terra, nessun satellite.

il segnale wow!

A parte il fatto che il “messaggio” è composto da diversi numeri (vedi immagine), il “segnale WoW!” non è chiamato così perché in un linguaggio extraterrestre la cifra 6EQG5 decifrata da la parola  “WOW!”, ma semplicemente perché, come dice Paul Davies in Uno Strano Silenzio- Siamo soli nell’universo?

Ehman lo scoprì mentre stava perlustrando la stampata via computer dei dati raccolti dall’antenna, ed era così eccitato che scrisse “wow!” sul margine.

E Wikipedia riguardo al segnale dice che “Le lettere del codice cerchiato, 6EQUJ5, descrivono la variazione dell’intensità del segnale ricevuto”. Niente di strano dunque. Tuttavia, sulla natura nel segnale ancora ci sono dubbi, e non si è riusciti a stabilirne l’origine. Infatti, sempre  Wikipedia dice:

Ehman si è dichiarato dubbioso sulla possibilità che l’origine del segnale sia un’intelligenza extraterrestre: “Avremmo dovuto averlo visto di nuovo quando lo abbiamo cercato per 50 volte. Qualcosa suggerisce che esso era un segnale originatosi sulla Terra che è stato semplicemente riflesso da un detrito spaziale”.

In seguito a un’ulteriore ricerca scientifica, che stabilì che la possibilità che si trattasse di un segnale riflesso proveniente dalla Terra era improbabile, Ehman ritirò un po’ il suo scetticismo. È inoltre problematico che il segnale sia a una frequenza di 1420 MHz poiché si tratta di uno “spettro protetto”, ovvero di una larghezza di banda nella quale le trasmittenti terrestri hanno il divieto di trasmettere.

Appunto. Hanno il divieto. Ma ciò non toglie che qualcuno l’abbia fatto. E poi:

Frank Drake, per spiegare come mai il segnale non sia mai più stato rilevato, suppose che esso fosse stato inviato da una civiltà tecnologicamente avanzata che intendeva comunicare con altre civiltà del cosmo. Per farlo avrebbe potuto inviare un segnale in tutte le direzioni, ma questo avrebbe comportato spendere una gran quantità di energia per creare un segnale relativamente debole e non rilevabile a grandi distanze. Focalizzando la stessa quantità di energia in un fascio più stretto, avrebbero potuto invece illuminare il proprio obiettivo con un segnale molto più intenso e captabile da grandi distanze. Ciò avrebbe fatto sì che gli eventuali ascoltatori ricevessero il segnale solamente per pochi minuti.

Va comunque precisato che anche gli esseri umani, quando inviarono un segnale verso lo spazio nel 1974, lo fecero una sola volta (il famoso segnale trasmesso dal radiotelescopio di Arecibo, spedito verso l’Ammasso Globulare di Ercole, che si trova a 25.000 anni luce, messaggio contenente una codifica lineare di un messaggio bidimensionale, dove si vedono segnali matematici, un radiotelescopio, un uomo stilizzato e la spirale del DNA).

Come anticipato nell’introduzione, molti sono gli scienziati che si sono occupati e/o si occupano della questione. Per esempio Stephen Hawking propone una versione aliena tipica dei “conquistadores” americani (che sarebbe il paradigma di tutte le storie riguardo gli alieni e di cui prendo le distanze), aggiungendo un concetto molto probabile e giusto: il contatto con gli alieni, permettendo che ci sia stato e che ci potrà essere, può essere pericoloso solo da un punto di vista: “Se mai vi dovesse capitare di incontrare un alieno, state attenti: potreste essere contagiati da un virus contro il quale non possedete alcun anticorpo”. Ma, aggiungerei io, anche loro dovrebbero stare in guardia. Carl Sagan in una intervista si esprime così riguardo le prove portate dai rapiti:

Sono quasi esclusivamente aneddoti. Alcune persone raccontano di cose successe a loro stessi… E la gente può dire qualsiasi cosa : il fatto che qualcuno dica qualcosa non significa che sia vero. Non significa che stia mentendo, ma non significa (necessariamente) che sia vero. Per essere considerate seriamente, occorrono prove fisiche che possano essere esaminate a piacimento da scienziati scettici : un frammento di un’astronave, la scoperta che questo frammento contenga rapporti isotopici non presenti sulla terra (gli elementi chimici formano le cosiddette isole di stabilità), (o) elementi molto pensanti che non esistono sulla Terra. Oppure materiali dalle proprietà assolutamente bizzarre per vari aspetti, come la conduttività elettrica o la duttilità. Ci sono molte cose di questo tipo che darebbero immediatamente credito ad un racconto. Ma non abbiamo frammenti (di astronavi), fotografie di interni o pagine sottratte dal diario di bordo. Tutto quello che abbiamo sono racconti.

L’argomento è vastissimo, ma mi fermo qua con la promessa di fare altri post a riguardo appena se ne ripresenterà l’ occasione. Volevo solo notare far notare come una trama del genere può risultare fantasiosa se non si conoscono tutti i punti di vista. Se a questo aggiungiamo una cattiva informazione… bhè, allora mettiamoci dentro pure i Maya e siamo apposto! Se forme di vita aliene esistano o meno è ancora tutto da vedere, ma naturalmente la restrizione è l’avere una biologia elementare molto simile alla nostra: in fondo, gli elementi della tavola periodica sono sempre quelli, e valgono per tutto l’universo (in caso contrario, sarò io il primo a ricredermi!). Personalmente non voglio avere la pretesa di essere il primus, ma come disse Fermi quando apprese il significato dell’equazione di Drake “Dove sono tutti quanti? Se ci sono così tante civiltà evolute, perché non abbiamo ancora ricevuto prove di vita extraterrestre come trasmissioni di segnali radio, sonde o navi spaziali?”. Se nessuno si fa sentire, i motivi possono essere molteplici (vedi le possibili soluzioni del paradosso di  Fermi) tra cui 1. o non c’è nessuno, o 2. se c’è qualcuno non riesce a comunicare (come del resto è successo più volte con le varie sonde e segnali mandati dalla terra- vedi per esempio il messaggio mandato con la sonda Pioneer), o 3. manda segnali che noi non siamo capaci di recepire. L’universo è talmente enorme che dobbiamo a delle vere e proprie botte di culo allucinanti tutto ciò che sappiamo. Il che non è molto, ma è abbastanza per farci dire che conosciamo più dell’universo che della terra stessa.

Note:

ringrazio Rita Scardino, per la revisione e i consigli;

consiglio il seguente video di Margherita Hack e il più volte citato libro di fantascienza L’Ultimo Teorema di Clark;

le fonti sono state prese da Wikipedia, dal sito del C.I.C.A.P., dalla rete in generale (link nel testo) e dal libro di Paul Davies Uno Strano Silenzio- Siamo soli nell’universo?, che naturalmente consiglio vivamente.