Dodici libri per dodici mesi

Sono appena usciti gli ultimi dati ISTAT riguardo la lettura nel 2017. In sintesi, si legge sempre di meno, e aumenta il divario tra nord e sud anche in materia di libri; leggono di più le donne rispetto agli uomini; sembra esserci una correlazione diretta tra chi legge e chi frequenta determinati ambienti culturali, come cinema e teatro, mentre, di contro, chi non ha letto neanche un libro quest’anno non ha visto neanche un film al cinema o non si è recato neanche una volta a teatro o a una mostra. Sintomo, in quest’ultimo caso, che i libri rimangono ancora il mezzo culturale più potente, che spinge e invoglia verso altri orizzonti istruttivi. Per usare le parole di Huizinga, “Leggere è funzione culturale più fine. Leggendo, lo spirito afferra molto più in fretta, sceglie continuamente, si tende, salta, sosta, riflette […]” (J. Huizinga, La crisi della civiltà, PGRECO, 2012, pg. 140)

In questo inizio di anno nuovo dedico proprio ai libri il primo post del 2018, nella speranza di stuzzicare qualche mio lettore a leggere, a leggere di più, o a leggere roba diversa a cui è abituato. Di seguito quindi trovate una lista (“dodici libri per dodici mesi”), in ordine sparso, delle migliori letture personali dell’anno appena concluso, mentre in fondo, dopo le brevi recensioni, trovate i titoli e i link corrispondenti alle recensioni già stilate in quest’ultimo anno solare, nel caso in cui qualcuno si fosse perso qualche titolo, o nel caso in cui qualche nuovo arrivato voglia recuperare.


1. Una giornata nell’antica Roma (2016) di Alberto Angela (Mondadori)- saggio

La storia è fatta anche di grandi parentele: Bush padre, Bush figlio;

Dumas padre, Dumas figlio; Angela padre, Angela figlio. In quest’ultimo caso, stiamo godendo di tutti i privilegi di un divulgatore che si appresta a essere un degno discendente del padre (come il sommo Piero è ed è stato a sua volta col suo). Mi riferisco naturalmente ad Alberto Angela, figlio del divulgatore scientifico per eccellenza- Piero, appunto-, che in questo saggio dedicato all’antica Roma ci racconta gli usi e i costumi, i segreti e la vita quotidiana di un popolo a noi molto vicino, i romani. Con uno stile degno di un grande oratore, a cui ormai siamo abituati, Angela figlio ci porta nei meandri nascosti della Roma odierna, per descrivere una giornata tipo dello stile di vita imperiale di due mila anni fa.

2. Lamina gemella (2017) di Enrico Bellia (autoprodotto)- romanzo

Lamina Gemella di [Bellia Enrico]

Un libro al limite tra il noir e il dramma psicologico. Un libro che gioca molto con gli stati d’animo e con le situazioni quasi pirandelliane in cui i loro protagonisti si ritrovano. Un libro che gravita intorno all’arte, di Magritte nello specifico, con uno sfondo quasi distopico. Un romanzo d’esordio per uno scrittore d’esordio. Con un finale col botto. Protagonisti sono l’ispettore Edward James, alle prese con problemi coniugali, esistenziali e professionali, il collega Jim (Leo) Cricket “sempre fuori luogo e fuori tempo”, e la psicologa forense Mirea, la quale risulta essere il giusto connubio tra intelligenza investigativa e fiuto femminile, elementi chiave nel permetterle di leggere le situazioni in cui si ritrova.
Lamina gemella si è posizionato tra i 50 finalisti del concorso letterario (2017) per esordienti de ilmiolibro- Gruppo L’Espresso. Potete trovarlo su Amazon in ebook, al costo di un caffè: 0,99 cent. Compratelo, sarà di sicuro una bella compagnia sotto l’ombrellone 2018.

3. Che cos’è la vita? (1944) di Erwin Schrödinger (Adelphi)-saggio

Erwin Schrödinger è celebre al grande pubblico per aver ideato quell’esperimento mentale con soggetto- ahinoi- un gatto che ha lo scopo di illustrare il principio di indeterminazione che sta alla base della meccanica quantistica. Nobel per la fisica, Schrödinger è stato uno dei primi a porsi determinate domande riguardo le implicazioni delle nuove teorie fisiche novecentesche sulla vita e sulla cellula. Le sue idee, infatti, dopo essere state esposte al Trinity College (1943), sono state raccolte ed elaborate in questo piccolo e potente libro, che, non a caso, porta come sottotitolo “la cellula vivente dal punto di vista fisico”. Il saggio (1944), oltre ad aver aperto le danze alla biologia molecolare, è stato, qualche anno più tardi dalla sua pubblicazione, fonte di ispirazione per due giovani scienziati che avrebbero cambiato per sempre la scienza: Watson e Crick.

4. Cromosoma Y (2007) di Steve Jones (Orme Editori)-saggio

Scritto da Steve Jones, un genetista gallese e docente allo University College di Londra, Cromosoma Y parla dell’uomo in quanto “masculo”, sviscerando l’argomento in lungo e in largo: “dalla biologia al sesso, dall’antropologia al costume: passato, presente e futuro dell’umanità al maschile”. Partendo dagli assiomi de L’origine dell’uomo e la selezione sessuale di Darwin, Jones ci racconta come il “sesso forte” non sia poi tanto forte, soprattutto in ambito genetico. Basti pensare che il cromosoma Y, la parte genetica che dà istruzioni per la mascolinità, sta pian piano scomparendo a causa della riduzione del suo patrimono genetico. Jones ci spiega dunque il perchè dell’essere maschio con tutte le sue conseguenze, positive ma più spesso negative, con ironia e onestà intellettuale, ribaltando la tendenza nata con Il secondo sesso (1949) di Simone de Beavoir secondo cui “un uomo non si metterebbe mai a scrivere un libro sulla particolare condizione del maschio umano”.

5. L’eredità flessibile (prima edizione 2015) di Sharon Moalem (Feltrinelli)-saggio

Avete presente la deformazione professionale, ossia non staccare mai la testa dal lavoro e traslare la propria professione in ogni cosa? Ecco, quando lo fa un medico, nello specifico un genetista, può succedere di trovarsi in situazioni imbarazzanti. Come lo dici a una tua cara amica che la sua distanza interpupillare nasconde una malattia genetica, magari non fatale, ma pur sempre una malattia? Come glielo spieghi a una persona appena conosciuta, amico di amici, che la forma delle sue dita presuppone delle disfunzioni ereditarie? Sono questi alcuni dei momenti in cui si ritrova Moalem, autore di L’eredità flessibile, che in questo libro ci parla di “come i nostri geni ci cambiano la vita e come la vita cambia i nostri geni” senza però mai appesantirne la trattazione, allargando anche al mondo vegetale e animale, e spruzzando qua e là qualche esperienza personale che ha molto di ironico.

6. Elogio dell’imperfezione (prima edizione 2010) di Rita Levi-Montalcini (Baldini & Castoldi)- romanzo

Elogio dell’imperfezione è l’autobiografia di una grande donna barricadera, Rita Levi-Montalcini, di cui dobbiamo vantarci, e di una grande scoperta vincitrice del Nobel, il fattore di crescita neuronale, di cui dobbiamo essere orgogliosi. Il titolo sembra apparentemente fuoriluogo, e vi rimando al testo per capirne la logica disarmante. Il libro si apre con la descrizione dell’ambiente culturale di Torino, dove Rita cresce e studia, e con le difficoltà di avere “due cromosomi X” riscontrate quando decide di iscriversi a medicina, e si chiude con una lettera a Primo Levi, una delle vittime “dell’imperfezione” umana del secolo scorso. Come chiusa al testo invece una parte intitolata “Dieci anni dopo” che riporta due appendici sul Nerve growth factor, intitolate a loro volta “La nuova rotta”, e “In retrospettiva e prospettiva”. In mezzo l’intero travaglio di una donna scienziato che per amore della ricerca è stata costretta ad affrontare di tutto. Elogio dell’imperfezione è un libro profondo, come la sua autrice, e pieno di amore verso la ricerca e la scienza, come lo era Rita Levi-Montalcini.

7. La mia famiglia e altri animali (prima edizione italiana 1975) di Gerald Durrell (Adelphi)- romanzo

La mia famiglia e altri animali è la storia del trasferimento in

Grecia, a Corfù, di Gerald Durrell (1925- 1995), ancora adolescente e con una spiccata curiosità naturalistica (che gli permetterà di essere un futuro zoologo e divulgatore), e della sua famiglia, nel periodo che va da 1935 al 1939. La presentazione che ne fa lo stesso autore è tutto un programma: “In origine doveva essere un resoconto blandamente nostalgico della storia naturale dell’isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro. Non appena si sono trovati sulla pagina non ne hanno più voluto sapere di levarsi di torno, e hanno persino invitato i vari amici a dividere i capitoli con loro”. Fa da sfondo il paradiso terrestre dell’isola greca, raccontata magistralmente, mentre ironia nel narrare la vita quotidiana e passione per la storia naturale non lasciano mai la trattazione. Il libro (prima edizione inglese 1956) è il primo di una trilogia dedicata all’esperienza a Corfù, a cui fanno seguito Storie di animali e di altre persone di famiglia (prima edizione inglese 1969, pubblicato in Italia da Guanda) e Il giardino degli dei (edizione inglese 1978, pubblicato in Italia da Neri Pozza). Di recente LaEffe ha trasmesso la trasposizione dal titolo I Durrell- La mia famiglia e altri animali, che racchiude tutti e tre i libri.

8. La collina dei conigli (2016) di Richard Adams (BUR)- romanzo

La collina dei conigli (prima edizione inglese 1972), scritto da Richard Adams (1920-2006), è ormai un libro culto della letteratura a sfondo naturalistico, in Italia arrivato alla sesta edizione. L’autore prende spunto da una storia inventata per le sue figlie e in seguito affinata e trascritta proprio per insistenza di quest’ultime. Rifiutato e riscritto per ben sei volte, per poi diventare un best seller e vincitore di premi prestigiosi, narra le vicende di un gruppo di conigli antropomorfizzati, e quindi con le loro ideologie, il loro idioma- il “lapino”- e i loro miti, che scappano dalla loro conigliera al grido di “quelli che vogliono essere liberi possono seguirci”. La vicenda prende le mosse dal sensitivo Quintilio che vede in sogno la distruzione della propria conigliera per mano dell’uomo. Da lì a ritrovarsi in aperta campagna, con tutte le insidie e le paure del caso, è, per i conigli e per i lettori, un attimo.
Alla base del romanzo ci sono un accurato studio sul coniglio ispirato dall’opera del naturalista inglese Ronald Lockley dal titolo La vita privata del coniglio (1964) e una genialità pari, forse, a quella di Omero.
L’opera è stata più volte citata e adattata in vari ambiti, da quello teatrale a quello musicale, ma il film di animazione del 1978 di Martin Rose resta comunque il più conosciuto.

9. Fredrik Sjöberg (autore, pubblicato da IPERBOREA)-

Fredrik Sjöberg (in foto a destra) è la scoperta dell’anno per molti: se fate una piccola ricerca su qualsiasi motore di ricerca o social troverete pareri positivi ed entusiasti in merito. Il motivo, per chi lo ha letto, è semplice: Sjöberg riesce a “collezionare” più stili, più generi, più storie in ogni singolo suo libro, mettendo d’accordo tutti. I tre libri pubblicati in Italia da Iperborea (L’arte di collezionare mosche -2015, Il re dell’uvetta -2016, L’arte della fuga -2017) fanno parte di una trilogia, soprannominata appunto “del collezionismo”, che può essere anche letta a prescindere dall’ordine di uscita o può essere non letta per intero (ma sarebbe cosa buona e giusta leggere tutti e tre i libri, così, per “bottonologia letteraria”). Grazie alla trilogia, Sjoberg ha anche vinto il premio IGNobel (prima ridi e poi rifletti) (2016) nella categoria letteratura con la seguente motivazione: per “l’opera autobiografica in tre volumi sul piacere di collezionare mosche che sono morte, insieme a quelle ancora in vita”. Onore al merito alla casa editrice, che ha portato un vero gioiello in terra italica.

10. Piume (2016) di Thor Hanson (Il Saggiatore)-saggio

Thor Hanson è uno scrittore e biologo della conservazione nordamericano, in Italia pubblicato da Il Saggiatore. Di Hanson, la casa editrice ha da poco stampato Semi. Viaggio all’origine del mondo vegetale (2017), che credo sarà una delle mie letture (spero preferite) del 2018. Dello stesso autore è anche il saggio che vi presenterò in queste poche righe, Piume. L’evoluzione di un miracolo della natura (2016), una delle belle letture dell’anno appena concluso. Il fil rouge di tutto il libro è il seguente: “Tra tutte le caratteristiche che fanno di un uccello un uccello, solo le penne sono una sua esclusiva”. Un assioma che desta meraviglia in chi si approccia all’argomento penne, e quindi uccelli, ma anche in qualsiasi studioso della natura.
Hanson usa un criterio olistico e quasi ecumenico per parlare di questo “miracolo della natura”, il quale prevede di descriverne la loro origine, parlando di paleontologia, la loro struttura, tracciandone l’anatomia, il loro “effetto collaterale adattativo”, e quindi chiamando in causa l’evoluzione sessuale; dedali di scibile umano intercalati da perle socio-antropologiche a cui l’autore spesso rimanda. Motivi per cui da Semi, il secondo capitolo italiano di Hanson, mi aspetto grandi cose.

11. Eccessi di culture (2004) di Marco Aime (Einaudi)-saggio

Siamo sicuri che la nostra cultura sia quella giusta, mentre le altre siano frutto di obbrobri mentali? Siamo sicuri di appartenere a una sola cultura, figlia di tradizioni radicate nelle e tra le generazioni? Siamo sicuri di doverla difendere a tutti i costi da altre potenziali minacce e contaminazioni? Queste sono domande con cui ognuno si confronta, soprattutto in questo momento pregno di polemiche riguardo l’integrazione e di panchine antibivacco. Ma se la storia è maestra di vita, allora sarebbe il caso di volgere lo sguardo al passato per capire il presente: “Se pensate come un dato assoluto, le culture divengono un recinto invalicabile, che alimenta nuove forme di razzismo”. Marco Aime, antropologo culturale presso l’Università di Genova, con Eccessi di culture prende le mosse da casi attuali di scontri culturali in terra italiana per spiegarci come non esiste una sola cultura, ma come esistono invece più culture che nel tempo cambiano ed evolvono, tra “memoria e oblio”, miscelandosi tra di loro.

12. La mia Africa (prima edizione 1937) di Karen Blixen (Feltrinelli)-romanzo

“In Africa avevo una fattoria ai piedi degli altipiani del Ngong. A un centocinquanta chilometri più a nord su quegli altipiani passava l’equatore; eravamo a milleottocento metri sul livello del mare. Di giorno si sentiva di essere in alto, vicino al sole, ma i mattini, come la sera, erano limpidi e calmi, e di notte faceva freddo.” Un incipit preannunciatore di un viaggio in una terra così lontana, ma così vicina alla nostra, piena di colori, suoni e odori. A descriverlo è Karen Blixen (1885- 1962), borghese danese trasferitasi in Africa per provare nuove emozioni e per ritrovare se stessa. Dopo il ritorno in terra danese è nato un romanzo che ha rischiato di vincere il Nobel per la letteratura, La mia Africa, ricco appunto di Africa, di africani indigeni, di bianchi, di usi e costumi miscelati a creare culture differenti. Da questo libro ne è stata fatta una trasposizione cinematografica vincitrice di 7 Premi Oscar dall’omonimo titolo (1985) con Meryl Streep e Robert Redford.


Di seguito, i libri letti e già recensiti nel blog. Trovate il link accanto.

Zio tungsteno di Oliver Sacks-recensione
La sesta estinzione di Elizabeth Kolbert-recensione
Il dilemma dell’onnivoro di Michael Pollan-recensione
Economia senza natura di Ferdinando Boero-recensione
Il coccodrillo come fa di Lisa Signorile-recensione
L’arte di collezionare mosche di Fredrik Sjöbergrecensione
Il libro del mare di Morten A. Stroksnes recensione
Spillover di David Quammenrecensione
Volare di Noah Strycker- recensione

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Pillole di libri

E anche il 2016 è andato. E anche il 2016 è stato un anno pieno di nuove scoperte letterarie, un anno in cui ho conosciuto nuove storie e dove ho viaggiato in lungo in largo nelle varie pagine che mi sono passate tra le mani. Ho iniziato 365 giorni fa col capolavoro di Carroll, (i due volumi di) Alice nel paese delle meraviglie e ora ho tra le mani il primo libro del 2017: Il mestiere di scrivere di R. Carver, il primo di una lunga serie, si spera. Nel frattempo si sono susseguiti una quarantina di libri, una miscela eterogenea di storie che, in un modo o nell’altro, mi hanno fatto compagnia. Confesso che molti di questi fanno parte di una letteratura molto specialistica, ma altri appartengono a generi molto diversi tra loro, e quindi sono a portata di tutti. E visto che non si è mai in ritardo per fare o farsi un regalo se si tratta di libri, questo post lo voglio dedicare alle dodici letture che più hanno caratterizzato il mio anno letterario appena trascorso. In ordine sparso, ecco a voi i titoli e delle brevi recensioni:

1. Una passeggiata nei boschi di Bill Bryson (Tea Edizioni)- romanzo

Un libro che si è stra-guadagnato il n.1 nella classifica della Risultati immagini per una passeggiata nei boschi tealetteratura da viaggio su Amazon, un libro che più caratterizza la letteratura da viaggio a sfondo naturalistico. Bryson, giornalista, mantiene il suo stile: è ironico, abile nel descrivere i dettagli dell’anima di un sentiero boscoso, è diretto. Inizia il suo viaggio nell’Appalachian Trail, tema centrale del libro, al grido di “figata, andiamo” e con lo spirito di chi ha appena scoperto il mondo. Ben presto però il nostro autore si rende conto di quanto sia difficile navigare in mezzo al verde, e, accompagnato da un non proprio fido compagno, ci farà conoscere le meraviglie della catena montuosa. Dove non mancano i naturali colpi di scena, gli incontri indesiderati del terzo tipo, le rinunce e le ripartenze.

2. Breve storia della vita privata di Bill Bryson (Tea Edizioni)-saggio

È inutile nasconderlo: una volta finito il libro di cui sopra, dovevoRisultati immagini per breve storia della vita privata per forza leggere altro dello stesso autore. La scelta è caduta su un saggio di sociologia, questo, in cui Bryson ci porta nei meandri delle strutture abitative, spiegandone le origini e svelandone gli usi e i costumi su cui tutte le case oggigiorno si fondano. Ci racconta anche come molte tradizioni e modi di fare o di dire siano entrati nell’immaginario collettivo moderno o per caso o per esigenze particolari in determinate epoche. A fare da sfondo la storia, sia essa americana, inglese, italiana… In perfetto stile “brysoniano”: ironia, dedizione, precisione sono i pilastri che caratterizzano il testo.

3. L’evoluzione è ovunque di Marco Ferrari (Codice Edizioni)-saggio

Risultati immagini per l'evoluzione è ovunqueMarco Ferrari racconta con chiarezza e semplicità, senza mai abbandonare il rigore scientifico, le avventure evoluzionistiche del tutto, con “tutto” inteso proprio come “tutto”: da un’antenna della NASA alla medicina, dal ghepardo alla giraffa, dall’agricoltura alla musica. Tema principale la teoria di Darwin: mutazione, selezione e deriva sono i principi base della diversità esistente, sia essa naturale o tecnologica. I principi evoluzionistici infatti non si adattano solamente al mondo vivente, sia esso animale (uomo compreso), vegetale o microbiotico: anche i pc e le nuove invenzioni non sfuggono a tali principi. Oramai entrati a pieno titolo nell’era della tecnologia, l’autore ci fa vedere, quindi, “con gli occhi di Darwin”, come tutto non esuli dai principi evoluzionistici, con uno stile semplice e accurato allo stesso tempo. L’evoluzione è ovunque è un libro adatto a tutti quelli che vogliono approfondire l’argomento “evoluzione” e che vogliono approcciarsi al mondo con una lente diversa.

4. Avventure nell’essere umano di Gavin Francis (EDT)-saggio

Avventure nell’essere umano è un viaggio in lungo e in largo Risultati immagini per avventure nell'essere umanonell’anatomia umana. A fare da autista è lo stesso autore. Il libro descrive il corpo umano, dove ogni singolo distretto anatomico viene sviscerato in ogni sua forma: anatomica, storica, mitica, artistica, intellettuale, sociale. Francis, essendo un medico, racconta le sue esperienze dirette nel campo, le paure dei suoi pazienti, le loro aspettative, le loro malattie. A questi aneddoti interpone anche momenti di alta cultura quando ci racconta il perché la Regina chiede di avere proprio il cuore di Biancaneve, o cosa avvenne veramente alla Bella Addormentata, o di come il genio di Leonardo si sia approcciato all’anatomia. Il leitmotiv del libro è la storia della medicina e come essa sia cambiata durante il corso dei secoli.
(Leggi la recensione completa qui.)

5. Correre con il branco di Mark Rowlands (Mondadori)-romanzo

Mark Rowlands è uno di quegli autori che non sai mai come prendere: a tratti sembra Risultati immagini per correre con il brancopartire per la tangente del pensiero, a tratti risulta molto profondo. In poche parole rispecchia il suo essere: è un filosofo. E di filosofia parla in questo libro, in modo molto spicciolo. Perno principale è la corsa: correre è diventato per lui non solo una necessità dettata dal suo “branco”, composto dai suoi cani e dal suo lupo, Brenin, vero mentore dell’autore, ma è anche un modo per vedere il mondo in maniera diversa. Col tempo, l’attività di jogger è diventata per lui ritmo, armonia, liberazione, pensiero: costretto a contrastare una crisi di mezza età, è l’unico modo per riprendere se stessi e le redini della situazione. Sempre accompagnato dai suoi amici a quattro zampe.

6. Il gene del diavolo di Baroukh M. Assael (Bollati Boringhieri)-saggio

Tutti abbiamo un libro che ci ha cambiato la vita, uno di quei libri che cerchiamo in maniera convulsiva ogni volta che il nostro sguardo cade nella libreria. Tutti abbiamo il NOSTRO libro. Ecco, Il gene del diavolo è il mio.Risultati immagini
Questo, è un libro pieno di storia, di filosofia, di sociologia, di biologia, di antropologia culturale. E’ un libro che parla delle malattie genetiche, che sviscera il tema da vari punti di vista, che ti può aprire nuove prospettive una volta finito. Descrive infatti come i popoli si siano approcciati a tale fenomeno, il quale, oggigiorno, salvo in rari casi, si può controllare. Se infatti prima dell’era moderna veniva vista come una fatalità, come un’opera del diavolo e parte integrante della società, la malattia genetica oggi è diventata vera e propria scienza. Di conseguenza, se prima non poteva essere combattuta perchè parte dell’individuo, oggi invece in molti casi si riesce a gestirla: si pensi alla talassemia o alla sindrome di Tay-Sachs degli ebrei ashkenaziti o alla fibrosi cistica in alcune parti d’Italia. Perchè “Il gene del diavolo” prima ancora di essere scienza è società, cultura ed etnia. Il tutto mentre si è riacceso il dibattito “neo-eugenetico”, e con lo spauracchio di una nuova razza pura dientro l’angolo.
(Leggi la recensione completa qui.)

7. Ballando nudi nel campo della mente di Kary Mullis (Baldini e Castoldi)-romanzo

Ballando nudi è l’autobiografia di uno degli scienziati più eccentriciRisultati immagini per ballando nudi nel campo della mente del secolo scorso: Kary Mullis. Parla della sua formazione, di come e di quando è riuscito ad inventare la PCR (invenzione che gli ha permesso di vincere il Nobel), dei suoi incontri non convenzionali, sia umani, quando racconta della Principessa del Giappone, che alieni, quando sostiene di aver avuto un tete a tete con un procione di un’altra dimensione. Ma parla anche di riscaldamento globale e di come, anche e soprattutto, nelle scienze non bisogna prendere tutto per oro colato: spesso si rischia di incappare anche nel campo del rigore per eccellenza in delle mode di cui è difficile uscirne.
Il libro mi è stato consigliato da due persone a me care: a loro voglio dire semplicemente grazie.
(Leggi la recensione completa qui.)

8. Trilogia della città di K. di Agota Kristof (Einaudi)-romanzo

Ho scoperto quasi per caso questo libro. Vedendo le recensioni suRisultati immagini per Trilogia della città di K Youtube, tutte spendono poche parole ma efficaci: “l’autrice si prende gioco di voi”, dicevano. Figurati se la curiosità non ti porta a pensarci la notte!
Trilogia della città di K. è un romanzo composto da tre parti e narra la storia di due gemelli, affidati dalla madre alla loro nonna. Dato il contesto storico (la seconda guerra), i due protagonisti si accorgono presto, nonostante la tenera età, di come sia difficile sopravvivere in tempi di crisi, senza i genitori e con una tutrice non degna di essere chiamata tale. Le uniche forze che li spingono ad andare avanti sono l’istruzione, da autodidatti, e un forte legame che solo i gemelli possono avere. Trilogia è un romanzo non convenzionale: soprattutto nella prima parte ogni frase sembra una freccia, risulta non scontato, a volte dà il voltastomaco, e presenta pochi ma efficaci colpi di scena. In poche parole, “l’autrice si prende gioco di voi!”.

9. La fattoria degli animali di George Orwell (Mondadori)-romanzo

Divenuto ormai un classico della letteratura novecentesca, La fattoria Risultati immagini per la fattoria degli animalidegli animali è una allegoria della rivoluzione in generale (e di quella russa in particolare) che spesso tradisce le sue aspettative quando si trasforma in regime. Orwell decide, in linea con il format della favola, di ambientare il suo romanzo in una fattoria inglese, e quindi di avere come protagonisti gli animali. Animali che si ribellano al loro padrone, cacciandolo dalla fattoria e instaurando una loro forma di governo, in un primo momento democratica e in mano ai maiali.  Questo nuovo sistema di potere ben presto finisce per creare un nuovo totalitarismo: quello capeggiato da chi doveva garantire l’uguaglianza, ossia dagli stessi artefici della rivolta contro l’uomo. A calmare gli animi, la nuova legge: “Tutti gli animali sono eguali, ma alcuni animali sono più eguali di altri”. 

10. L’uomo seme di Violette Ailhaud (Edizioni Playground)-romanzo

L’uomo seme è un testo breve scritto nel 1919 da Violette Ailhaud ma pubblicato postumo. L’autrice infatti come da testamento ha voluto che fosse pubblicato nel 1952, ma a due condizioni: pubblicarlo appunto in quella data, e per opera di una sua discendente di sesso femminile di un’età compresa tra i quindici e i trentanni, a cui sarebbe pervenuto sotto forma di manoscritto in una busta. Per fortuna, tutto è andato secondo i piani, e adesso possiamo godere di questo piccolo gioiellino.
Alla veneranda età di ottanta anni e con la prima guerra alle spalle, Violette decide di raccontare una strana ma reale circostanza avvenuta nel suo villaggio dell’Alta Provenza nel 1852: la mancanza di uomini a causa della dittatura napoleonica. Per due anni infatti tutte le donne rimaste, compresa la scrittrice, si adattano a ricoprire quei ruoli che adesso non sono più prerogativa solo del genere maschile. Ben presto, però, devono fare i conti anche con le pulsioni sessuali e con le conseguenze sociali da esse derivanti: spinte dal desiderio di amore, stipulano un accordo secondo cui tutte avrebbero goduto, a turno, del primo uomo arrivato nel villaggio, chiunque esso sia stato, al fine di ripopolarlo.

11. Una storia commestibile dell’umanità di Tom Standage (Codice Edizioni)-saggioRisultati immagini per una storia commestibile dell'umanità

Che il cibo sia una necessità è inutile ribadirlo. Ma che sia e sia stato uno strumento indispensabile per dirigere la storia durante il corso dei secoli è un approccio a cui è difficile pensare.
Tom Standage col suo Una storia commestibile dell’umanità ci narra di come alcuni alimenti siano stati cruciali nel definire le sorti della storia dell’uomo, a partire dalle spezie fino ad arrivare al cibo in scatola e agli OGM. A dare l’avvio al tutto la rivoluzione agricola: da quel momento il cibo è diventato strumento di potere, arma ideologica, collante tra le società, motivo di conflitto.
(Leggi la recensione completa qui)

12. Una storia del mondo in sei bicchieri di Tom Standage (Codice Edizioni)-saggio

Una volta finito il libro di cui sopra, dovevo chiudere il cerchioRisultati immagini per una storia del mondo in sei bicchieri leggendo anche quest’altro libro dello stesso autore.
Se nel titolo di cui sopra Standage ci descrive come il cibo non sia solo uno strumento per alimentarsi, in Una storia del mondo in sei bicchieri l’autore ci fa vedere come sei bevande racchiudono alcuni dei momenti più importanti della storia dell’uomo: dalla Coca Cola per l’America del Novecento, alla birra degli antichi Egizi, dal caffè degli Illuministi al tè e ai liquori dell’Inghilterra colonialista, al vino degli antichi Romani. Ogni bevanda può essere quindi paragonata ad un’istananea che ha fermato il tempo quando invece il tempo non si è fermato affatto.