Dodici libri per dodici mesi


Sono appena usciti gli ultimi dati ISTAT riguardo la lettura nel 2017. In sintesi, si legge sempre di meno, e aumenta il divario tra nord e sud anche in materia di libri; leggono di più le donne rispetto agli uomini; sembra esserci una correlazione diretta tra chi legge e chi frequenta determinati ambienti culturali, come cinema e teatro, mentre, di contro, chi non ha letto neanche un libro quest’anno non ha visto neanche un film al cinema o non si è recato neanche una volta a teatro o a una mostra. Sintomo, in quest’ultimo caso, che i libri rimangono ancora il mezzo culturale più potente, che spinge e invoglia verso altri orizzonti istruttivi. Per usare le parole di Huizinga, “Leggere è funzione culturale più fine. Leggendo, lo spirito afferra molto più in fretta, sceglie continuamente, si tende, salta, sosta, riflette […]” (J. Huizinga, La crisi della civiltà, PGRECO, 2012, pg. 140)

In questo inizio di anno nuovo dedico proprio ai libri il primo post del 2018, nella speranza di stuzzicare qualche mio lettore a leggere, a leggere di più, o a leggere roba diversa a cui è abituato. Di seguito quindi trovate una lista (“dodici libri per dodici mesi”), in ordine sparso, delle migliori letture personali dell’anno appena concluso, mentre in fondo, dopo le brevi recensioni, trovate i titoli e i link corrispondenti alle recensioni già stilate in quest’ultimo anno solare, nel caso in cui qualcuno si fosse perso qualche titolo, o nel caso in cui qualche nuovo arrivato voglia recuperare.


1. Una giornata nell’antica Roma (2016) di Alberto Angela (Mondadori)- saggio

La storia è fatta anche di grandi parentele: Bush padre, Bush figlio;

Dumas padre, Dumas figlio; Angela padre, Angela figlio. In quest’ultimo caso, stiamo godendo di tutti i privilegi di un divulgatore che si appresta a essere un degno discendente del padre (come il sommo Piero è ed è stato a sua volta col suo). Mi riferisco naturalmente ad Alberto Angela, figlio del divulgatore scientifico per eccellenza- Piero, appunto-, che in questo saggio dedicato all’antica Roma ci racconta gli usi e i costumi, i segreti e la vita quotidiana di un popolo a noi molto vicino, i romani. Con uno stile degno di un grande oratore, a cui ormai siamo abituati, Angela figlio ci porta nei meandri nascosti della Roma odierna, per descrivere una giornata tipo dello stile di vita imperiale di due mila anni fa.

2. Lamina gemella (2017) di Enrico Bellia (autoprodotto)- romanzo

Lamina Gemella di [Bellia Enrico]

Un libro al limite tra il noir e il dramma psicologico. Un libro che gioca molto con gli stati d’animo e con le situazioni quasi pirandelliane in cui i loro protagonisti si ritrovano. Un libro che gravita intorno all’arte, di Magritte nello specifico, con uno sfondo quasi distopico. Un romanzo d’esordio per uno scrittore d’esordio. Con un finale col botto. Protagonisti sono l’ispettore Edward James, alle prese con problemi coniugali, esistenziali e professionali, il collega Jim (Leo) Cricket “sempre fuori luogo e fuori tempo”, e la psicologa forense Mirea, la quale risulta essere il giusto connubio tra intelligenza investigativa e fiuto femminile, elementi chiave nel permetterle di leggere le situazioni in cui si ritrova.
Lamina gemella si è posizionato tra i 50 finalisti del concorso letterario (2017) per esordienti de ilmiolibro- Gruppo L’Espresso. Potete trovarlo su Amazon in ebook, al costo di un caffè: 0,99 cent. Compratelo, sarà di sicuro una bella compagnia sotto l’ombrellone 2018.

3. Che cos’è la vita? (1944) di Erwin Schrödinger (Adelphi)-saggio

Erwin Schrödinger è celebre al grande pubblico per aver ideato quell’esperimento mentale con soggetto- ahinoi- un gatto che ha lo scopo di illustrare il principio di indeterminazione che sta alla base della meccanica quantistica. Nobel per la fisica, Schrödinger è stato uno dei primi a porsi determinate domande riguardo le implicazioni delle nuove teorie fisiche novecentesche sulla vita e sulla cellula. Le sue idee, infatti, dopo essere state esposte al Trinity College (1943), sono state raccolte ed elaborate in questo piccolo e potente libro, che, non a caso, porta come sottotitolo “la cellula vivente dal punto di vista fisico”. Il saggio (1944), oltre ad aver aperto le danze alla biologia molecolare, è stato, qualche anno più tardi dalla sua pubblicazione, fonte di ispirazione per due giovani scienziati che avrebbero cambiato per sempre la scienza: Watson e Crick.

4. Cromosoma Y (2007) di Steve Jones (Orme Editori)-saggio

Scritto da Steve Jones, un genetista gallese e docente allo University College di Londra, Cromosoma Y parla dell’uomo in quanto “masculo”, sviscerando l’argomento in lungo e in largo: “dalla biologia al sesso, dall’antropologia al costume: passato, presente e futuro dell’umanità al maschile”. Partendo dagli assiomi de L’origine dell’uomo e la selezione sessuale di Darwin, Jones ci racconta come il “sesso forte” non sia poi tanto forte, soprattutto in ambito genetico. Basti pensare che il cromosoma Y, la parte genetica che dà istruzioni per la mascolinità, sta pian piano scomparendo a causa della riduzione del suo patrimono genetico. Jones ci spiega dunque il perchè dell’essere maschio con tutte le sue conseguenze, positive ma più spesso negative, con ironia e onestà intellettuale, ribaltando la tendenza nata con Il secondo sesso (1949) di Simone de Beavoir secondo cui “un uomo non si metterebbe mai a scrivere un libro sulla particolare condizione del maschio umano”.

5. L’eredità flessibile (prima edizione 2015) di Sharon Moalem (Feltrinelli)-saggio

Avete presente la deformazione professionale, ossia non staccare mai la testa dal lavoro e traslare la propria professione in ogni cosa? Ecco, quando lo fa un medico, nello specifico un genetista, può succedere di trovarsi in situazioni imbarazzanti. Come lo dici a una tua cara amica che la sua distanza interpupillare nasconde una malattia genetica, magari non fatale, ma pur sempre una malattia? Come glielo spieghi a una persona appena conosciuta, amico di amici, che la forma delle sue dita presuppone delle disfunzioni ereditarie? Sono questi alcuni dei momenti in cui si ritrova Moalem, autore di L’eredità flessibile, che in questo libro ci parla di “come i nostri geni ci cambiano la vita e come la vita cambia i nostri geni” senza però mai appesantirne la trattazione, allargando anche al mondo vegetale e animale, e spruzzando qua e là qualche esperienza personale che ha molto di ironico.

6. Elogio dell’imperfezione (prima edizione 2010) di Rita Levi-Montalcini (Baldini & Castoldi)- romanzo

Elogio dell’imperfezione è l’autobiografia di una grande donna barricadera, Rita Levi-Montalcini, di cui dobbiamo vantarci, e di una grande scoperta vincitrice del Nobel, il fattore di crescita neuronale, di cui dobbiamo essere orgogliosi. Il titolo sembra apparentemente fuoriluogo, e vi rimando al testo per capirne la logica disarmante. Il libro si apre con la descrizione dell’ambiente culturale di Torino, dove Rita cresce e studia, e con le difficoltà di avere “due cromosomi X” riscontrate quando decide di iscriversi a medicina, e si chiude con una lettera a Primo Levi, una delle vittime “dell’imperfezione” umana del secolo scorso. Come chiusa al testo invece una parte intitolata “Dieci anni dopo” che riporta due appendici sul Nerve growth factor, intitolate a loro volta “La nuova rotta”, e “In retrospettiva e prospettiva”. In mezzo l’intero travaglio di una donna scienziato che per amore della ricerca è stata costretta ad affrontare di tutto. Elogio dell’imperfezione è un libro profondo, come la sua autrice, e pieno di amore verso la ricerca e la scienza, come lo era Rita Levi-Montalcini.

7. La mia famiglia e altri animali (prima edizione italiana 1975) di Gerald Durrell (Adelphi)- romanzo

La mia famiglia e altri animali è la storia del trasferimento in

Grecia, a Corfù, di Gerald Durrell (1925- 1995), ancora adolescente e con una spiccata curiosità naturalistica (che gli permetterà di essere un futuro zoologo e divulgatore), e della sua famiglia, nel periodo che va da 1935 al 1939. La presentazione che ne fa lo stesso autore è tutto un programma: “In origine doveva essere un resoconto blandamente nostalgico della storia naturale dell’isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro. Non appena si sono trovati sulla pagina non ne hanno più voluto sapere di levarsi di torno, e hanno persino invitato i vari amici a dividere i capitoli con loro”. Fa da sfondo il paradiso terrestre dell’isola greca, raccontata magistralmente, mentre ironia nel narrare la vita quotidiana e passione per la storia naturale non lasciano mai la trattazione. Il libro (prima edizione inglese 1956) è il primo di una trilogia dedicata all’esperienza a Corfù, a cui fanno seguito Storie di animali e di altre persone di famiglia (prima edizione inglese 1969, pubblicato in Italia da Guanda) e Il giardino degli dei (edizione inglese 1978, pubblicato in Italia da Neri Pozza). Di recente LaEffe ha trasmesso la trasposizione dal titolo I Durrell- La mia famiglia e altri animali, che racchiude tutti e tre i libri.

8. La collina dei conigli (2016) di Richard Adams (BUR)- romanzo

La collina dei conigli (prima edizione inglese 1972), scritto da Richard Adams (1920-2006), è ormai un libro culto della letteratura a sfondo naturalistico, in Italia arrivato alla sesta edizione. L’autore prende spunto da una storia inventata per le sue figlie e in seguito affinata e trascritta proprio per insistenza di quest’ultime. Rifiutato e riscritto per ben sei volte, per poi diventare un best seller e vincitore di premi prestigiosi, narra le vicende di un gruppo di conigli antropomorfizzati, e quindi con le loro ideologie, il loro idioma- il “lapino”- e i loro miti, che scappano dalla loro conigliera al grido di “quelli che vogliono essere liberi possono seguirci”. La vicenda prende le mosse dal sensitivo Quintilio che vede in sogno la distruzione della propria conigliera per mano dell’uomo. Da lì a ritrovarsi in aperta campagna, con tutte le insidie e le paure del caso, è, per i conigli e per i lettori, un attimo.
Alla base del romanzo ci sono un accurato studio sul coniglio ispirato dall’opera del naturalista inglese Ronald Lockley dal titolo La vita privata del coniglio (1964) e una genialità pari, forse, a quella di Omero.
L’opera è stata più volte citata e adattata in vari ambiti, da quello teatrale a quello musicale, ma il film di animazione del 1978 di Martin Rose resta comunque il più conosciuto.

9. Fredrik Sjöberg (autore, pubblicato da IPERBOREA)-

Fredrik Sjöberg (in foto a destra) è la scoperta dell’anno per molti: se fate una piccola ricerca su qualsiasi motore di ricerca o social troverete pareri positivi ed entusiasti in merito. Il motivo, per chi lo ha letto, è semplice: Sjöberg riesce a “collezionare” più stili, più generi, più storie in ogni singolo suo libro, mettendo d’accordo tutti. I tre libri pubblicati in Italia da Iperborea (L’arte di collezionare mosche -2015, Il re dell’uvetta -2016, L’arte della fuga -2017) fanno parte di una trilogia, soprannominata appunto “del collezionismo”, che può essere anche letta a prescindere dall’ordine di uscita o può essere non letta per intero (ma sarebbe cosa buona e giusta leggere tutti e tre i libri, così, per “bottonologia letteraria”). Grazie alla trilogia, Sjoberg ha anche vinto il premio IGNobel (prima ridi e poi rifletti) (2016) nella categoria letteratura con la seguente motivazione: per “l’opera autobiografica in tre volumi sul piacere di collezionare mosche che sono morte, insieme a quelle ancora in vita”. Onore al merito alla casa editrice, che ha portato un vero gioiello in terra italica.

10. Piume (2016) di Thor Hanson (Il Saggiatore)-saggio

Thor Hanson è uno scrittore e biologo della conservazione nordamericano, in Italia pubblicato da Il Saggiatore. Di Hanson, la casa editrice ha da poco stampato Semi. Viaggio all’origine del mondo vegetale (2017), che credo sarà una delle mie letture (spero preferite) del 2018. Dello stesso autore è anche il saggio che vi presenterò in queste poche righe, Piume. L’evoluzione di un miracolo della natura (2016), una delle belle letture dell’anno appena concluso. Il fil rouge di tutto il libro è il seguente: “Tra tutte le caratteristiche che fanno di un uccello un uccello, solo le penne sono una sua esclusiva”. Un assioma che desta meraviglia in chi si approccia all’argomento penne, e quindi uccelli, ma anche in qualsiasi studioso della natura.
Hanson usa un criterio olistico e quasi ecumenico per parlare di questo “miracolo della natura”, il quale prevede di descriverne la loro origine, parlando di paleontologia, la loro struttura, tracciandone l’anatomia, il loro “effetto collaterale adattativo”, e quindi chiamando in causa l’evoluzione sessuale; dedali di scibile umano intercalati da perle socio-antropologiche a cui l’autore spesso rimanda. Motivi per cui da Semi, il secondo capitolo italiano di Hanson, mi aspetto grandi cose.

11. Eccessi di culture (2004) di Marco Aime (Einaudi)-saggio

Siamo sicuri che la nostra cultura sia quella giusta, mentre le altre siano frutto di obbrobri mentali? Siamo sicuri di appartenere a una sola cultura, figlia di tradizioni radicate nelle e tra le generazioni? Siamo sicuri di doverla difendere a tutti i costi da altre potenziali minacce e contaminazioni? Queste sono domande con cui ognuno si confronta, soprattutto in questo momento pregno di polemiche riguardo l’integrazione e di panchine antibivacco. Ma se la storia è maestra di vita, allora sarebbe il caso di volgere lo sguardo al passato per capire il presente: “Se pensate come un dato assoluto, le culture divengono un recinto invalicabile, che alimenta nuove forme di razzismo”. Marco Aime, antropologo culturale presso l’Università di Genova, con Eccessi di culture prende le mosse da casi attuali di scontri culturali in terra italiana per spiegarci come non esiste una sola cultura, ma come esistono invece più culture che nel tempo cambiano ed evolvono, tra “memoria e oblio”, miscelandosi tra di loro.

12. La mia Africa (prima edizione 1937) di Karen Blixen (Feltrinelli)-romanzo

“In Africa avevo una fattoria ai piedi degli altipiani del Ngong. A un centocinquanta chilometri più a nord su quegli altipiani passava l’equatore; eravamo a milleottocento metri sul livello del mare. Di giorno si sentiva di essere in alto, vicino al sole, ma i mattini, come la sera, erano limpidi e calmi, e di notte faceva freddo.” Un incipit preannunciatore di un viaggio in una terra così lontana, ma così vicina alla nostra, piena di colori, suoni e odori. A descriverlo è Karen Blixen (1885- 1962), borghese danese trasferitasi in Africa per provare nuove emozioni e per ritrovare se stessa. Dopo il ritorno in terra danese è nato un romanzo che ha rischiato di vincere il Nobel per la letteratura, La mia Africa, ricco appunto di Africa, di africani indigeni, di bianchi, di usi e costumi miscelati a creare culture differenti. Da questo libro ne è stata fatta una trasposizione cinematografica vincitrice di 7 Premi Oscar dall’omonimo titolo (1985) con Meryl Streep e Robert Redford.


Di seguito, i libri letti e già recensiti nel blog. Trovate il link accanto.

Zio tungsteno di Oliver Sacks-recensione
La sesta estinzione di Elizabeth Kolbert-recensione
Il dilemma dell’onnivoro di Michael Pollan-recensione
Economia senza natura di Ferdinando Boero-recensione
Il coccodrillo come fa di Lisa Signorile-recensione
L’arte di collezionare mosche di Fredrik Sjöbergrecensione
Il libro del mare di Morten A. Stroksnes recensione
Spillover di David Quammenrecensione
Volare di Noah Strycker- recensione

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