Spillover


Come per il rapporto tra preda e predatore, ne esiste uno quasi morboso tra i patogeni e le loro vittime che spesso sfocia nelle epidemie di massa. In questa dicotomia naturale, a cambiare sono i protagonisti e le motivazioni per cui eventi del genere si verificano. Di fondo, una spinta innata a modellare i ritmi della vita.

Prendiamo la specie H. sapiens: le grandi piaghe che lo hanno afflitto “sono lo specchio di due crisi planetarie convergenti: una ecologica e una sanitaria.” Il passaggio ecoetologico da cacciatore-raccoglitore a sedentario ha infatti comportato per l’uomo da un lato l’essere a stretto contatto con gli animali addomesticati, dall’altro una produzione sempre maggiore di rifiuti prodotti da un sempre maggiore consumo di risorse. Unico denominatore comune tra le due crisi sono appunto le epidemie.
Le alte densità popolazionistiche hanno poi amplificato un problema che, come un effetto domino, ha modificato radicalmente il rapporto tra l’uomo e i vari patogeni esistenti in natura, innescando una serie di conseguenze che la storia ci racconta e l’attualità ci ricorda.
Ma se alcune epidemie sono le conseguenze dirette di un radicale cambio nello stile di vita, altre invece richiamano alla nostra memoria che, avendole ereditate direttamente dai nostri parenti viventi più prossimi, siamo figli di una stessa madre, di madre natura. Altre ancora ci confessano invece come la nostra essenza non sia poi così lontana da quella prettamente animale.

Nell’occhio del ciclone epidemico si ritrovano spesso i virus. La struttura prettamente genetica permette loro non solo di adattarsi perfettamente al corredo ereditario dell’ospite, ma anche di evolvere abbastanza velocemente. Ecco perché il prossimo Big One, la prossima epidemia di massa, potrebbe essere dietro l’angolo, e potrebbe manifestarsi anche domani. A fare da intermediari, o in gergo tecnico da “ospiti serbatoio”, gli animali, siano essi domestici o selvatici:

Quando un patogeno fa il salto da un animale a un essere umano e si radica nel nuovo organismo come agente infettivo, in grado talvolta di causare malattia o morte, siamo in presenza di una zoonosi.

Ma c’è di più. Il momento in cui il virus muta nell’ospite serbatoio e decide di allargare i suoi orizzonti eziologici prende il nome di “spillover”, di cui una definizione romanzata potrebbe essere la seguente:

Ogni spillover è come una lotteria, dove il patogeno compra un biglietto nella speranza di avere in premio una vita nuova in spazi più larghi. Ha una minima probabilità di non finire in un vicolo cieco, di andare là dove non è mai andato e di essere ciò che non è mai stato. Talvolta ha un colpo di fortuna.

Lo spillover è in pratica il momento di tracimazione da parte dell’agente patogeno verso la conquista di una nuova nicchia ecologica. Il punto di non ritorno.

A parlarci dell'”evoluzione delle pandemie”, di zoonosi e di virus è David Quammen nel suo Spillover, edito in Italia da Adelphi nel 2014. Spillover, si sarà intuito come il titolo del testo non sia casuale, racconta il nascere, l’adattarsi e l’evolversi di alcune epidemie-spesso virali- che hanno colpito l’intero genere umano negli ultimi due secoli, quali Hendra, Nipah, Ebola, HIV, e Sars. Epidemie che però sono anche il pretesto per parlare del forte legame esistente tra uomo e natura.

Interessante l’approccio all’argomento: indagare sulla biogeografia virale, andare a toccare con mano i luoghi che hanno riguardato le epidemie, intervistare i protagonisti che hanno ad esempio lavorato alle analisi genetiche dei virus, fare una chiacchierata con qualche miracolato, cercare riscontri e riferimenti in letteratura e nella storia. Degno di nota.

A parlarne con questi toni, Spillover sembrerebbe un libro a sfondo apocalittico: Spillover è anche tutt’altro. Quammen, visitando in prima persona molte zone equatoriali a cui si attribuiscono tanti punti zero delle epidemie, è entrato in contatto con le culture locali, ancora prettamente radicate nell’indigeno. Di tale contatto il libro è pieno di rimandi e riferimenti, e sovente lo scrittore rende partecipi dei riti di iniziazione di alcune popolazioni, o della struttura gerarchica di altre, o del rapporto con la natura che tutte hanno radicate nell’animo. Momenti culturali che purtroppo sono stati spesso la causa del diffondersi di gran parte delle piaghe succitate.

Ma Spillover è anche uno di quei libri di difficile classificazione letteraria: un libro di viaggi? Forse: Quammen, al fine di indagare sulla natura dei disastri epidemici di cui parla, ha in effetti girato il mondo in lungo e in largo, disegnando molti dei tratti antropologici degli abitanti del luogo e delle loro zone geografiche. Un romanzo? Pensandoci bene, potrebbe essere classificato anche come un romanzo: lo scrittore riesce a rendere fluido un argomento a tratti delicato (si veda il manifestarsi dell’HIV e la sua propagazione), ma allo stesso tempo riesce ad impressionare con maestria lo stato d’animo di uno sfortunato paziente zero. La prosa, in aggiunta, non è per niente farraginosa, e spesso non mancano le battute in stile british. Un saggio a carattere medico-scientifico? Prima di acquistarlo era riposto nel reparto “medicina”, e leggendolo, mi sono accorto come le sue fotografie investigative hanno un corpus ben strutturato: bibliografia completa, argomentazioni forti, ipotesi ben supportate e illustrate, pareri degli esperti. Sì, anche questa categoria potrebbe contenerlo.

Classificazioni letterarie a parte, Quammen e Spillover ci ricordano quanto siamo sul filo del rasoio, e quanto la metafora della lotteria valga anche per noi. Anche perchè, è bene ricordarlo, “solo il diavolo sa quale sarà la prossima epidemia.” E, peggio ancora, quando si potrebbe verificare.


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Breve nota biografica dell’autore: David Quammen è un giornalista americano. I suoi articoli hanno fatto da colonna al “National Geographic”, “Harpe’s” e “Rolling Stone”, nonchè al “The New York Times Book Review”. Ad oggi ha pubblicato più di quindici libri a diverso stampo: viaggi, natura e reportage scientifici sono i temi maggiormente trattati dallo scrittore. In Italia, oltre Spillover, sono stati pubblicati Alla ricerca del predatore alfa. Il mangiatore di uomini nelle giungle della storia e della mente (2005, Adelphi) e L’evoluzionista riluttante. Il ritratto privato di Charles Darwin e la nascita della teoria dell’evoluzione (2008, Codice Edizioni).

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