Dalla parte del lupo


Forse, tra tutti i componenti della fauna europea, la specie che più desta contemporaneamente fascino, mistero, ammirazione e paura è quella che fa capo alla categoria tassonomica Canis lupus. In parole povere, il lupo.
Su questo meraviglioso animale esistono leggende di varia natura e genere, sono sorte delle paure dettate dai luoghi comuni, si è instaurato un clima di rispetto e al contempo di disprezzo nei suoi confronti. Tutti semi di una stessa pianta che porta il nome di “superficialità”. Il giardino in cui questa cresce è composto da una visione ristretta della sua ecologia, una scarsa conoscenza della sua zoologia e una forte incomprensione della sua etologia.
Elementi che poco si addicono all’animale che ci ha consentito di plasmare il cane moderno, di cui, appunto, risulta essere l’antenato diretto.

Mentre impazza la polemica sul piano ministeriale di abbattimento del 5% della popolazione del lupo in territorio italiano, a gamba tesa mi sento di suggerirvi un romanzo a tema, nella speranza che possa fugare qualsiasi dubbio a riguardo: Dalla parte del lupo (Airone, 1987, 270 pagine), di Luigi Boitani.
Luigi Boitani è attualmente Professore all’Università La Sapienza di Roma, e al lupo ha in pratica dedicato la sua intera vita accademica. Grazie a Dalla parte del lupo ha vinto il Wwf international conservation award, ed è riuscito a mantenere viva una specie. Le pagine di questo romanzo sono infatti il frutto di 13 anni di esperienza diretta dell’autore, oggi diventato il massimo esperto mondiale in materia: nel 1972 il Wwf conferisce a Boitani l’incarico di monitorare la popolazione del lupo in Italia, in modo tale da stimare gli effetti dell’abbattimento massivo della specie, e di scongiurarne una conseguente estinzione nel nostro territorio.

Dalla parte del lupo è un romanzo a carattere scientifico-divulgativo ad ampio spettro, che sviscera in lungo e in largo l’argomento “lupo” seguendo la dicotomia “lupo-reale”-“lupo-fantastico” che da sempre lo caratterizza. Proprio per questo motivo, il testo è strutturato in due parti, a sottolinearne la duplice “natura”: la prima è dedicata alla sua ecologia, con tanto di rapporti scientifici, dati, tecniche di campionamento, descrizioni comportamentali; è in pratica rivolta a quella parte del “lupo-reale” che poco conosciamo. La seconda parte è invece votata alla sfera mitologica, a quel “lupo-fantastico” frutto della tradizione, dei miti e delle leggende che da sempre hanno guidato il rapporto tra l’uomo e il “principe delle foreste”. Come l’autore stesso confessa, “il punto di contatto di questi due lupi è l’uomo, che ha da sempre accanitamente difeso le fantasie che han dato corpo all’immaginario, curandone i particolari e accrescendo i dettagli”. Col tempo, tali dettagli hanno portato ad esacerbare la visione negativa che del lupo se n’è fatta, la quale propende, forse ora più che mai, verso quella parte della bilancia che pesa il “lupo cattivo”, equiparandolo a “nostro nemico”. In tale bilancia, la visione mistica e fantasiosa regna sovrana: agli occhi di Boitani, a destare meraviglia non è la complessa struttura sociale di un branco di lupi, ma l’insieme di notizie fantastiche che riguarda la sua origine, di cui, quella che più sembra caratterizzare la tradizione etnica italica, vorrebbe un’importazione da territori lontani tramite elicotteri e paracadute.

Lo stile di Boitani è degno di un divulgatore esperto: riesce infatti ad accostare, come pochi sanno fare, la rigidezza scientifica, soprattutto in materia di campionamenti e monitoraggio della specie, all’arte della scrittura. Il libro si presenta scorrevole, chiaro, e con una struttura della frase semplice, efficace e mai banale. Caratteristiche che si possono apprezzare maggiormente quando l’autore racconta della sua esperienza ravvicinata con un branco di lupi: in queste pagine sembra di essere immersi nella stessa situazione, con qualche brivido che comincia a salire scorrendo le parole che descrivono l’episodio.

Dalla parte del lupo è correlato anche da ottime illustrazioni che riportano ad esempio le mimiche facciali dell’animale, i suoi schemi di predazione, e il suo linguaggio del corpo. A ciò si aggiungono alcune foto sul campo e una breve raccolta di immagini relativa all’iconografia  del lupo. A fine testo si ritrovano anche quattro appendici che riportano i metodi di campionamento, le direttive per un corretto studio dell’animale, un manifesto per la sua conservazione, e delle tabelle che puntualizzano sulla sua distribuzione, relativa al decennio precedente la pubblicazione del libro.

Premi internazionali a parte, Dalla parte del lupo descrive la vera anima di un animale che da sempre è costretto a convivere con l’uomo. E mentre la favola di Cappuccetto Rosso vuole un lupo che mangia la nonna, l’altra faccia della medaglia lo pensa come amico di S. Francesco, anima della foresta nei miti delle popolazioni nordiche e “genitore” (da parte di madre) di Romolo e Remo. Questo perchè, come dice Boitani, il lupo c’è e c’è sempre stato, anche se non ce ne siamo accorti.

(Il libro mi è stato consigliato e regalato da un mio carissimo Professore, con cui condivido la passione per i libri: a lui sono infinitamente grato.)

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