Ballando nudi nel campo della mente


Kari Mullis è forse uno degli uomini più eccentrici di cui io abbia mai letto. Definirlo strano è forse riduttivo. Avevo già avuto un vago sentore della sua stravaganza tramite gli scritti di altri suoi colleghi, ma leggere di tale esuberanza senza pudore e direttamente dalla sua tastiera fa un certo effetto.

Amico intimo dell’LSD, spudorato, visionario, fuori dagli schemi e inventore di una delle più utili tecnologie in campo biochimico, la PCR: di tutto questo ne fa baluardo nella sua autobiografia, Ballando nudi nel campo della mente. Le idee (e le avventure) del più eccentrico tra gli scienziati moderni, edito da Baldini&Castoldi nel 2014, 222 pagine in cui lo scienziato si mostra completamente a nudo e senza freni inibitori.

Amante delle onde e della tavola da surf, nonchè (im)perfetto latin lover Mullis racconta della sua vita, a partire dall’adolescenza caratterizzata da notti intere in un magazzino a cercare di creare roba sintetica da vendere alle industrie, fino al suo probabile incontro con gli alieni in una calda sera d’estate. E non nasconde neanche la sfacciataggine avuta di fronte alla principessa del Giappone, impertinenza che ha cambiato in meglio la vita della reale nipponica.

Per non parlare della sua personale avventura nel mondo delle droghe. Mullis sostiene di aver cominciato a fare uso di stupefacenti all’età di tre anni, grazie alla somministrazione mattutina da parte della madre: i barbiturici sono un ottimo rimedio per combattere il raffreddore e per calmare i bollenti spiriti di futuri premi Nobel. “Potevo sedermi di fronte alla mia insegnante di prima elementare e sniffare tranquillamente. Dava sollievo quando avevi il naso intasato, e ti tirava su se il raffreddore cercava di buttarti giù. Se oggi studenti di prima decidessero di fare una cosa del genere, non arriverebbero mai a vedere le glorie della seconda classe.E poi, in età avanzata, la fortuna di conoscere l’LSD: qualcuno sostiene, e il capitolo in cui l’autore ne parla corrobora questa teoria, che senza quell’acido non si sarebbe mai e poi mai avuta la PCR, la tecnica molecolare che consente, tramite un piccolo campione di acido nucleico, di amplificare una catena di DNA o di RNA. Nobel nel 1993 per la chimica proprio per la PCR, lo “scienziato dalla curiosità insaziabile si è spesso scontrato con le posizioni ‘ortodosse’ della scienza”, tirando duri attacchi agli scienziati che si occupano di riscaldamento globale e di HIV, e a quelli che lucrano sulle ricerche accademiche altrui. Ma non risparmia critiche neanche al sistema giudiziario americano quando narra le vicende del caso O. J. Simpson, l’ex giocatore di football accusato di aver ucciso la moglie, di cui Mullis è stato membro della giuria popolare.

Il testo è molto leggero, scivola che è una meraviglia, è ricco di ironia ma mai perde di rigore, si presenta con un linguaggio semplice ma efficace allo stesso tempo.

Questo è uno di quei libri destinato ad entrare a fatica nelle librerie degli altri, ma una volta entrato sarà dura farlo uscire; è un libro che si è fatto spazio con timida prepotenza tra i titoli più venduti del mese, forte del consiglio dell’amico; è un libro che una volta letto, meriterebbe di essere letto una seconda volta. E’ un libro consigliato (come è stato per il sottoscritto, e tra l’altro da due persone a me care) e da consigliare. E’ un libro da finire in due giorni e da assaporare con una buona tazza di caffè o di tè nelle sessioni di lettura pomeridiane.

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3 thoughts on “Ballando nudi nel campo della mente

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