Più cacca per tutti: l’altra faccia della medaglia!


Occorre fornire tutte le informazioni per aiutare gli altri a giudicare il valore del vostro contributo, non si possono dar solo quelle che orientino in un determinato modo. Richard Feynman

Acquasolida- Rosario Balistreri

Acquasolida- Rosario Balistreri

Tempo fa mi è stato chiesto di esprimere un parere su un articolo “scientifico” dove si diceva che il Sapiens stava diventando più cretino- ops, scusate, volevo dire meno intelligente- a causa dell’alimentazione, fatta da fast food e roba a tratti sintetica e congelata. Di primo acchitto, non ho escluso l’ipotesi: ho letto l’articolo in modo superficiale (gli esami in questi casi sono una brutta bestia!) e non ho fatto conclusioni affrettate. Tuttavia, la tesi riportata su quell’articolo non mi aveva convinto. La mia piccola esperienza di lettore assiduo mi ha però subito fatto notare che qualcosa non quadrava, forse fin troppo: il sito non è una testata scientifica e non c’erano riferimenti o note che potessero indirizzarmi su una ricerca più approfondita. A parte il fatto che non c’erano link correlati, ricordo di aver messo su google quattro paroline chiave per cercare altri documenti, salvarli, studiarli appena possibile, e dare una risposta più approfondita in seguito; insomma, cercare più a fondo per farmi un’idea. Venivo indirizzato ad altro, non c’era alcun rimando; al massimo, la stessa notizia veniva riportata su altri dubbi siti o mi portava su altre ricerche quasi identiche; un copia-incolla tecnico. Tuttavia, considerato anche che non sono un esperto del campo, pensai: “in effetti, bisogna conoscere prima di fare conclusioni: non posso approfondire la questione e l’esperienza in questi casi è saggezza; meglio andarci cauti e non sparare risposte affrettate.” E poi: “perché non esiste il documento originale in inglese, o quanto meno, non esistono dati e grafici da nessuna parte?”. Per non lasciare a bocca asciutta la mia amica, ho dato una sorta di risposta filosofica: lei é rimasta contenta e io mi sono dedicato ad altro.

Un buon detective sostiene che quattro indizi fanno una prova. Io ero rimasto a tre: non affidabile testata giornalistica, nessun rimando a ricerche correlate, nessuna notizia affine su siti di divulgazione seri. Mi mancava il quarto. E come mio solito, mi è rimasto il dubbio: ogni volta che il tarlo mi si ficca in testa, lascio scorrere il tempo perché, tanto, alla fine, la risposta mi salta da sola all’improvviso; sono abbastanza preciso, e mi ricordo delle mezze risposte date.

E così fu: a distanza di mesi, mi arriva allo schermo questo magnifico intervento sul blog Scienza e cucina di LeScienze, Mangia cioccolato e vinci il premio Nobel, e le mie sinapsi encefaliche, degne di un processo proustiano, si ricordano di quel dubbio (l’articolo ha anche ispirato questo post. Vi consiglio di leggerlo!). Vado a cercare quel mio piccolo intervento fatto tempo prima, mi serve quell’articolo. Torno al link pubblicatomi, clicco. Mi manda al sito d’origine. Niente. Ripeto la pratica; fallimento per la seconda volta. Uso le parole chiave. Stessa cosa: mi rimanda all’home page del sito da cui è partita la notizia. Trovo però qualcosa di correlato, con lo stesso titolo, sul web. La cosa non mi basta: sono solo quattro parole che possono significare tutto e niente. Dopo un’ora abbondante di ricerca, ci rinuncio. Concludo che l’articolo è sparito. Non si trova da nessuna parte. (Per avere la conferma, ho ripetuto la procedura più volte nei giorni a seguire: vicolo cieco.) Si accende la lampadina: il quarto indizio, quello che da la conferma, è arrivato dopo aver fatto abbastanza fatica: l’articolo è stato ritirato! E dopo la prova, il giudizio: considerato lo svolgersi degli eventi, e dopo una notizia già dubbia di suo e non verificabile, nonché non riscontrabile da nessuna parte, tanto meno su siti di divulgazione, possiamo benissimo dire che l’articolo succitato sulla correlazione alimentazione-stupidità riguardo la specie Homo sapiens era una cazzata, non affidabile. Per fare un buon lavoro, devo sempre avere dei riscontri, e una notizia singola può essere da stimolo per altre ricerche e non assolutezza.

Venezia_97-11-32-05-4238Già i quattro indizi non sono stati sintomo di corretta ricerca scientifica, e in più, possiamo aggiungere che correlazione non significa esattezza! Trovare qualcosa non significa certezza! La ricerca è figlia della probabilità e della statistica, e, se ci impegniamo, possiamo trovare correlazioni ovunque. Un esempio? Dove ci sono più cacche di piccioni, c’è più turismo. Vedasi Venezia o altre grandi città. Possiamo dunque dire al mondo che cagare a mai finire porta soldi e gente? Penso proprio di no; la causa è un altra, pur essendoci una bella correlazione. Non vi ho convinti? Eccovene un altro, che rubo a Rosario Balistreri, mio mentore, biologo e scrittore di un magnifico post di questo blog: si è visto che più si beve caffè, più è alta la probabilità che vengano tumori ai polmoni. Possiamo dunque dire che il caffè fa venire tumori ai polmoni? Apparentemente si, ma se si scava più a fondo si vede che chi beve caffè, tende a fumare di più. La malattia ai polmoni va infatti a colpire maggiormente i fumatori. Di conseguenza, è il fumo, e non il caffè, la causa. In effetti, l’apparenza inganna. In aggiunta, quando viene pubblicata una ricerca, molto spesso vengono riportati grafici che sono uno specchio per le allodole perché riportano dati falsati da piccoli escamotage matematici (tipo l’uso dei logaritmi) che fanno sembrare assoluta la ricerca. Feynman stesso, grande divulgatore e nobel per la fisica, disse, rivolgendosi a chi fa ricerca, che

occorre fornire tutte le informazioni per aiutare gli altri a giudicare il valore del vostro contributo, non si possono dar solo quelle che orientino in un determinato modo.

Possiamo fare studi su qualsiasi cosa, e trovare il pelo nell’uovo in qualsiasi evento. E ancora: se un programma televisivo il sabato sera, quindi quando in casa c’è poca gente, per esempio, fa picchi d’ascolto enormi, possiamo dire che è un ottimo programma? Penso proprio di no: per anni il Grande Fratello è stato ai vertici della tv, e sappiamo tutti che è il programma più trash del piccolo schermo (lo stesso esempio possiamo fare per un libro, o per la moda: le leggi di mercato non significano qualità!). Quando si legge una ricerca su un determinato effetto di un ipotetico farmaco, per esempio, controllate chi paga la ricerca: è spesso facile incappare in un conflitto di interessi interno, dove, la casa farmaceutica paga gli scienziati stessi. Scavare a fondo è d’obbligo; la superficialità in questi casi fa danni enormi. Analizzare la situazione da più punti di vista, e diversi tra loro, rende le conclusioni più attendibili. Sta a noi e al nostro buon senso decidere se approvare o meno dopo aver avuto una mole abbastanza rilevante di dati. Altrimenti, come disse Feymann, si rischia di cadere nel ridicolo.

Ritornando all’articolo incriminato, mi vengono in mente degli interrogativi di tipo filosofico, sorti subito dopo aver chiuso la pagina e riaccesisi a distanza di tempo (si vede che era proprio fatto male): meno intelligente rispetto a chi? Rispetto a noi stessi o ad altre specie? No, perché l’intelligenza, e il concetto di specie intelligente, in natura sono molto relativi. Ma questa è un’altra storia.

(Se volete farvi due risate, potete cercare qualcosa sul premio Ig Nobel, e sulle ricerche fatte da chi lo ha vinto)

p.s.: A proposito di ricerca: durante le primarie del centrosinistra, è nato su Facebook un gruppo intitolato Dibattito Scienza che in pochissimo tempo è riuscito ad aggregare più di mille iscritti tra ricercatori, insegnanti, giornalisti, docenti universitari, blogger e semplici cittadini, con lo scopo di rivolgere ai candidati domande riguardanti proprio la ricerca e lo sviluppo, tanto abbandonati dalla classe dirigente e poco invocati durante le campagne elettorali. Il progetto è stato esteso anche ai candidati premierdurante la campagna elettorale. Vi rimando al sito originario, per sapere meglio cos’è e per avere un’ampia panoramica sulle risposte date dai candidati politici.

note: La foto in alto è una gentile concessione di Rosario Balistreri. La seconda foto è stata presa da internet

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